MICHAELCAST
TECNICO ARTISTICO
Regia: Nora Ephron
Soggetto: Pete Dexter e Jim Quinlan
Sceneggiatura: Nora Ephron, Delia Ephron, Pete Dexter e Jim Quinlan
Fotografia: John Lindley
Scenografia: Dan Davis
Costumi: Elizbeth McBride
Montaggio: Geraldine Peroni
Musiche: Randy Newman
Prodotto da: Sean Danel, Nora Ephron e James Jacks
(USA, 1996)
Durata: 108'
Distribuzione cinematografica: MEDUSA
Distribuzione home video: MEDUSA
PERSONAGGI E INTERPRETI
Michael: John Travolta
Dorothy Winters: Andie McDowell
Frank Quinlan: William Hurt
Vartan Malt: Bob Hoskins
Huey Driscoll: Robert Pastorelli
Pansy Milbank: Jean Stapleton
Judge Esther Newberg: Teri Garr

Uno
degli sceneggiatori fa di cognome Quinlan, come il William Hurt del film. La storia è,
quindi, la rielaborazione delle sue vicende vissute come cronista di settimanali rosa
statunitensi. Il "Daily Mirror" vive di successi legati alla credulità della
gente, servizi scandalistici e simili, come ogni buon settimanale del settore. Il
direttore, cinico e arrogante, spedisce i due redattori protagonisti, entrambi con l'aria
un po' sfigata, accompagnati da una graziosa giornalista, assunta per ragioni per altro
misteriose, a verificare e a narrare l'esistenza di un vero e proprio angelo abitante
nello Iowa. Michael - si tratta in sostanza del biblico arcangelo Michele - anche se ha un
bel paio d'ali, non corrisponde proprio all'immagine che di lui i tre si erano fatta:
fuma, mangia come un porco, non da' l'impressione di lavarsi granché, rimorchia veramente
molto e balla appena può perché in fondo si chama John Travolta. Ciò non toglie che sia
a tutti gli effetti un angelo, anzi come dicevamo un arcangelo guerriero, di quelli un
tempo impegnati in spaventose guerre con le truppe di Satana.
Ora ha compiti diversi,
sembra impegnato soltanto a far innamorare Dorothy e Frank. In più, a satireggiare, c'è
un cane piuttosto piccolo, e che però rappresenta l'attrazione principale del giornale!
Nora Ephron l'abbiamo già conosciuta come sceneggiatrice di "Harry, ti presento
Sally" e autrice anche della regia di "Insonnia d'amore": non ci sbagliamo
di certo a considerare la commedia romantica il suo terreno prediletto. Questa è
abbastanza divertente anche se corre sempre sul filo del dolciastro, con un Travolta
ancora in stato di grazia leggero quanto è leggero il film. A tratti poi sembra un
road-movie bucolico ondeggiante tra il gomitolo e la padella antiaderente più grandi del
mondo, ovvero, probabilmente, in un'America dalle proporzioni così goffamente
sproporzionate, tali da rendere un angelo degno solo della considerazione di uno scandalo.