MEN IN BLACK CAST
TECNICO ARTISTICO
: Barry Sonnenfeld
Sceneggiatura: Ed Solomon,
dagli omonimi fumetti editi dalla Malibu
Fotografia: Don Peterman, A.S.C.
Scenografia: Bo Welch
Montaggio: Jim Miller
Musica: Danny Elfman
Produttore esecutivo: Steven Spielberg
Prodotto da: Walter F. Parkes e Laurie Mac Donald
(USA, 1997)
Durata: 98'
Distribuzione cinematografica: COLUMBIA TRISTAR
Distribuzione home video: COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Agente K: Tommy Lee Jones
Agente J: Will Smith
Laurel: Linda Fiorentino
Edgar: Vincent D'Onofrio
Zeta: Rip Torn
Jeebs: Tony Shalhoub
Beatrice: Siobhan Fallon
Rosenberg: Mike Nussbaum
José: Sergio Calderon
Arquillian: Carel Struycken
Agente Janus: Fredric Lane

Tratto
da un fumetto indipendente americano, a sua volta ispirato alla leggenda metropolitana
degli "Uomini in Nero", degli pseudo agenti governativi che hanno l'incarico di
cancellare ogni prova di vita extraterrestre sulla Terra (X-Files docet), "Men in
Black" unisce la fantascienza alla commedia utilizzando schemi già collaudati (mi
riferisco, soprattutto, a film come "Ghostbusters") ma sempre efficaci. Ennesima
prova della rinascita commerciale e artistica di un genere, la fantascienza, dato per
spacciato solo qualche anno addietro, il film offre al pubblico esattamente ciò che è
lecito aspettarsi: grandi effetti speciali (dell'onnipresente Industrial Light &
Magic), strepitose creature animatroniche (del grande Rick Baker) e un'inedita quanto
affiatata coppia composta dal compunto Tommy Lee Jones e dallo scanzonato Will Smith
secondo la regola aurea che vuole sempre una figura paternale e saggia accanto ad un
adorabile casinista (vedi, ad esempio, Martin & Lewis). Dirige Barry Sonnenfeld
("La Famiglia Addams", "Get Shorty") autore per sua stessa ammissione
poco versato per il genere fantastico ma, in ogni caso, dotato di sufficiente
professionalità per garantire una messa in scena briosa e senza troppe cadute di tono.
Malgrado rimanga forte la tentazione di definire "Men in Black" un "Mars
Attacks" con più ritmo e meno cervello (con il film di Burton "MIB" ha
anche in comune il compositore della colonna sonora, il bravo Danny Elfman), è da lodare
la saggezza dello sceneggiatore Ed Solomon che, alle prese con un progetto di diversi
milioni di dollari (si parla di 100), ha mantenuto una certa sincerità di fondo che
impedisce al film di cadere nel demenziale più becero o nell'opera pretestuosa grazie
all'evidente consapevolezza di trovarsi alle prese con un soggetto sciocco per quanto
divertente. Dopotutto produttore esecutivo dell'intero progetto è Steven Spielberg, uno
che d'intrattenimento se ne intende.