MATILDA 6
MITICA
(MATILDA) CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Danny De Vito
Sceneggiatura: Nicholas Kazan e Robin Swicord
Fotografia: Stefan Czapsky
Musica: David Newman
Scenografia: Bill Brzeski
Montaggio: Lynzee Klingman e Brent White
Prodotto da: Danny De Vito, Nichael Shamberg,
Steacey Sher e Liccy Dahl
(USA, 1997)
Durata: 93'
Distribuzione cinematografica: COLUMBIA TRISTAR
PERSONAGGI E INTERPRETI
Matilda: Mara Wilson
Harry Wormwood: Danny De Vito
Zinnia Wormwood: Rhea Perlman
Signorina Honey: Embeth Davidtz
Signorina Trinciabue: Pam Ferris
Michael: Brian Levinson
Signorina Phelps: Jean Speegle Howard
Matilda a 4 anni: Sarah Magdalin
Roy: R.D. Robb
Luther: Goliath Gregory
Julius Rottwinkle: Leor Livneh Hackel
Amanda Thripp: Jacqueline Steiger

Matilda
è una bambina molto precoce nata in una famiglia di individui squallidi e volgari. Il
padre Harry (Danny De Vito) è un commerciante di auto usate disonesto e avido che, alla
richiesta della figlia di avere qualche libro da leggere, risponde irritato "che te
ne fai dei libri, hai un magnifico televisore che può insegnarti tutto quello che c'è da
sapere sulla vita!". La madre Zinnia (Rhea Perlman, compagna di De Vito anche
nella realtà) è totalmente dedita al gioco del Bingo, al punto di abbandonare la figlia
di quattro anni dicendogli "se hai fame, c'è la zuppa in scatola da
riscaldare".
Il più grande desiderio della bambina è quello di andare a scuola. Ci riuscirà ma, per
sua sfortuna, capiterà in un posto orribile, l'istituto Crunchem Hall gestito dalla
Signorina Trinciabue (Pam Ferris, in un'interpretazione di grande impatto, per quanto
volutamente sopra le righe) la cui idea di scuola perfetta è quella di "un posto
dove non ci sono bambini". Matilda troverà consolazione solo nell'affetto della
maestra Miss Honey, nipote di Trinciabue e, inoltre, scoprirà di avere strani poteri che
gli permettono di spostare gli oggetti a distanza.
Il
film, diretto con grande eccesso di virtuosismi da Danny De Vito, è tratto da un romanzo
di Roald Dahl, lo scrittore gallese specializzato in letteratura per l'infanzia (da suoi
romanzi sono stati tratti anche "Willy Wonka nella fabbrica di cioccolato" di
Mel Stuart e "Chi ha paura delle streghe?" di Nicolas Roeg) ma egualmente
apprezzato anche per i suoi fulminanti racconti brevi (Hitchcock utilizzò spesso i suoi
scritti per l'omonima serie televisiva, e uno degli episodi più celebri è stato anche
omaggiato da Tarantino in "Four Rooms"). De Vito (complice l'ottima
sceneggiatura di Nicholas Kazan e Robin Swicord) ha saputo cogliere perfettamente lo
spirito di Dahl, fatto di umorismo dispettoso e elementi macabri, spaventosi, restituendo
alla platea un film per bambini molto meno innocente di quello che, a prima vista,
potrebbe sembrare (diffidate dell'orribile titolo italiano, totalmente fuorviante per lo
spirito del film). Pur non raggiungendo mai alte vette di originalità,
"Matilda" rimane un film di grande stimolo creativo, e il suo unico difetto è
quello di non saper amalgamare a dovere gli spunti più adulti della trama a quelli
tipicamente infantili, risultando alla fine troppo aggressivo per il suo pubblico naturale
(i bambini) e troppo ingenuo per i loro genitori. In attesa di una definitiva (e meritata)
consacrazione di De Vito regista, ci accontentiamo del tardivo ma efficace riconoscimento
dell'opera di Dahl (scomparso nel 1990 a Oxford), scrittore che mandò in visibilio la
regina Elisabetta II ma che, da allora, fin troppo è stato snobbato dalla critica.