LA STANZA DI
MARVIN
(MARVIN'S ROOM)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Jerry Zaks
Sceneggiatura: Scott McPherson
dalla sua omonima commedia teatrale
Fotografia: Piotr Sobocinski
Scenografia: David Gropman
Costumi: Julie Weiss
Montaggio: Jim Clark
Musica: Rachel Portman
Prodotto da: Scott Rudin, Jane Rosenthal, Robert De Niro
(USA, 1997)
Durata: 95'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione home video: CECCHI GORI GROUP
PERSONAGGI E INTERPRETI
Lee: Meryl Streep
Bessie: Diane Keaton
Hank: Leonardo Di Caprio
Dr. Wally: Robert De Niro
Marvin: Hume Cronyn
Ruth: Gwen Verdon
Charlie: Hal Scardino
Bob: Dan Hedaya


"Talvolta
un destino terribilmente duro è superato da un semplice atto d'amore, dal prendersi cura
l'uno dell'altro". Queste parole di Scott McPherson, autore della sceneggiatura del
film, e dell'opera teatrale e del romanzo che la precedono, raccolgono il senso più
profondo di "Marvin's room", nonostante la storia e molti dei suoi protagonisti
differiscano notevolmente.
Nel film, dopo quasi vent'anni di amaro distacco, le vite di due sorelle, Bessie e Lee,
tornano ad incontrarsi: a Bessie è stata diagnosticata la leucemia ed ha urgente bisogno
di un trapianto di midollo osseo. In tutto il tempo in cui erano state lontane, lei si era
sempre occupata del padre, colpito da ictus, e di un'anziana zia malandata. Lee aveva
preferito invece l'amore di un pilota, salvo poi rendersi conto dell'errore e fuggire
dall'uomo assieme ai due figli, Hank e Charlie. I problemi però, anziché svanire, erano
continuati a crescere ed il rapporto col ragazzo più grande si era fatto col tempo
insostenibile: questi, a poche settimane dalla maggiore età, volendo sbarazzarsi delle
fotografie della madre, da fuoco alla casa e viene rinchiuso in un ospedale psichiatrico.
L'incontro obbligato tra Lee e Bessie, che può così vedere per la prima volta i suoi
nipoti, sconvolge le vite di tutti: il ragazzo poco alla volta, allenta l'atteggiamento
ribelle e permette alla zia di sostituirsi alla madre, che, a sua volta, riesce a
comprendere i propri errori ed a capire la sorella, ed il motivo che l'ha spinta a
sacrificare la propria vita per assistere i familiari malati. Melodramma sulle
incomprensioni familiari e sulla forza di fondo dell'amore, che consiste soprattutto nel
dare, indipendentemente da quello che si riceve. Impianto teatrale d'obbligo, nonostante
alcune fughe (tra cui la suggestiva corsa in auto di zia e nipote tra le onde del mare),
accentuato dalla regia di Zaks, anch'egli proveniente dal palcoscenico, con l'aggiunta di
dissolvenze in chiusura che concludono e sottolineano le scene.
La scelta di mostrare il
padre, cosa che non avveniva nella commedia, giustificando ancor più il titolo, e che
rischia spesso di divenire patetica, mostra comunque efficacemente, oltre al carattere di
Bessie, il contrasto tra l'aspetto imponente dell'uomo e la gravità della malattia: una
persona in passato molto forte (aveva assistito molti anni prima la moglie malata) e che
in un certo modo tramanda la sua forza al nipote che praticamente non conosce, attraverso
la scatola degli attrezzi che il ragazzo trova nella stanza del nonno. Lacrime a
profusione ed alcune incoerenze narrative che moltiplicano, anziché diminuire, la
complessità dei personaggi. Tra le interpretazioni, tutte di eccezionale bravura, quella
di Leonardo Di Caprio complesso ma non eccessivo, che, non fosse per i lineamenti, nemmeno
sembrerebbe un attore americano, e quelle delle due sorelle, rese come meglio non si
poteva dalle due attrici. Diane Keaton mostra la forza del carattere di Bessie, nonostante
la violenza della malattia, permeato da una dolcezza inestinguibile, come inestinguibile
sembra essere la bellezza del suo volto, nonostante non nasconda i segni degli anni.
Quanto a Meryl Streep, che al contrario della Keaton non è stata candidata all'Oscar,
deve solamente al bizzarro modo che gli americani hanno di assegnare le prestigiose
statuette, il fatto che non ne abbia il giardino pieno come gli altoatesini lo hanno di
nani.