KILLER PER CASO
(THE GOOD BAD GUY)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Ezio Greggio
Sceneggiatura: Rudy De Luca e Ezio Greggio
Fotografia: Massimo Zeri
Musica: Jhon Dickson
Scenografia: Randal P.& Earnest
Montaggio: Marc Grossman
Prodotto da: Ezio Greggio e Roger La Page
(USA, 1997)
Durata: 110'
Distribuzione cinematografica: MEDUSA
PERSONAGGI E INTERPRETI
Joe Fortunato: Ezio Greggio
Carol Graham: Jessica Lundy
Vince: Rudy De Luca
Tony Fusciacca: Carmine Caridi
Robert Lambert: Ron Carey
Sergente O'Neill: Pat Asanti
Giudice: Dom De Luise
Poliziotto: Adam Tomei
Capo della Polizia: Ronnie Schell

Il termine "trash", che in inglese significa semplicemente
"spazzatura", viene spesso usato in relazione ad opere cinematografiche,
televisive e letterarie per definire una loro precisa appartenenza ad un genere di omonima
denominazione.
Secondo una definizione di Tommaso Labranca (esperto italiano di sottoculture),
qualificare come "trash" un'opera (di qualsiasi genere essa sia) equivale ad
evidenziarne il fallimento nell'emulazione di un modello "alto". Il secondo film
da regista di Ezio Greggio (girato e prodotto interamente in America, con la benedizione
di un Mel Brooks evidentemente un po' rimbambito) imita in maniera assolutamente
disastrosa alcuni celebri modelli di demenzialità made in USA: dai surreali film dei
fratelli Zucker fino alle commedie sgangherate dello stesso Brooks. Al contrario di molti
"trash" storici e, loro malgrado, "d'autore", il film non diverte né
intrattiene, generando nel malcapitato spettatore stati di catatonica indifferenza
accompagnati da perniciosi attacchi di narcolessia.
La pubblicizzata presenza nel cast del comico Dom De Luise (molto popolare oltreoceano) si
riduce ad una brevissima apparizione nel finale che, con la sua comicità volgarotta ma
efficace, costituisce l'unico momento di pacata ilarità dell'intera opera; troppo poco,
in ogni caso, per destare lo spettatore dal deprimente stato di deja vu che lo ha
accompagnato per le (quasi) due ore precedenti. Non si capisce infine perché Greggio, che
si dichiara un cinefilo, insista ad usare tempi e modi della comicità televisiva (ambito
nel quale è giustamente considerato un maestro) anche al cinema, dove un simile approccio
non può, per definizione, "funzionare". Detto questo, vi imploro di una sola
cosa: non chiedetemi di raccontare la trama del film, non tanto per il fastidio di una
rievocazione necessariamente scialba, quanto perchè, credetemi, la storia è tutta nel
titolo.