Tempi Moderni

I film del 1997


KIDS

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Larry Clark
Sceneggiatura: Harmony Korine
Fotografia: Eric Alan Edwards
Musica: Louis Barlow
Montaggio: Chris Tellefson
Prodotto da: Cary Woods
(USA,1996)
Durata: 90'
Distribuzione cinematografica: ISTITUTO LUCE
Distribuzione home video: CECCHI GORI HOME VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Telly: Leo Fitzpatrick
Jenny: Chloe Sevigny
Casper: Justin Pierce
Paul: Sajan Bhagat
Stanly: Billy Valdes
Zack: Billy Waldman
Javier: Javier Nunez

kids1.jpg (13694 bytes)Quello che piu' colpisce in "Kids" di Larry Clark e' che la sceneggiatura e' stata scritta da Harmony Korine, un ragazzo di 19 anni. Ma sono vari gli elementi di sorpresa in questo piccolo film dai toni a dir poco crudi che racconta le vicende di un gruppo di adolescenti sbandati nell'arco di una afosa giornata estiva della New York contemporanea.
Il mondo descritto da Clark e' senza dubbio un mondo che non vorremmo vedere, che non dovrebbe esistere. Svuotato da ogni sentimento di pieta' e di compassione, privo di valori fondamentali, rende gli uomini e le donne delle bestie alla ricerca inconsapevole di soddisfazioni immediate, selvatiche. Ragazzi di quindici, sedici anni che si aggirano furtivi e smemorati in una giungla d'asfalto alla ricerca di un amplesso da consumarsi senza comunicazione, o di una pillola per dimenticare, per giustificare qualsiasi atto. Intorno solo un esercito di barboni, sfrattati, ubriaconi. Ma c'e' una coscienza, c'e' un duro risveglio all'AIDS da parte di Jenny (Chloe Sevigny). Lei e' l'unica a vagare per la citta' con una meta altra dal sesso e dalla droga e il suo motore e' il dolore, il suo combustibile e' lo spirito di sopravvivenza. Cerca disperatamente Telly (Leo Fitzpatrick), il ragazzino ossessionato dal sesso, lo sverginatore compiaciuto, colui che l'ha infettata e che ora, in questo suo pellegrinaggio sessuale per New York, infetta e infettera' altre ragazzine ingenue e sprovvedute. Alla fine Jenny trovera' Telly e forse sara' troppo tardi, forse nulla potra' cambiare il corso delle cose. Se Telly decidera' di fermarsi, se sara' l'AIDS a fermarlo, ci saranno altri ragazzini pronti a prendere il suo posto.
Questo delirio urbano ci viene raccontato con estrema scioltezza, senza alcun pudore tanto che a tratti sembra che Clark si compiaccia di mettere in imbarazzo lo spettatore, di mostrargli, con spirito voyeuristico i dettagli piu' truculenti, le situazioni piu' estreme. Personalmente non mi sono scandalizzato piu' di tanto. kids2.jpg (12003 bytes)Ho apprezzato il tentativo da parte del regista di mostrarmi una realta' che sicuramente esiste e ho cercato di interpretare il lavoro di Clark come un tentativo di denuncia sociale, ma nonostante cio' ritengo che il Nostro abbia peccato di ingenuita', che sia caduto in un paradosso. Questo e' avvenuto nel momento in cui ha deciso di raccontare questo mondo adolescienziale estremamente duro e oserei dire immorale, senza avvalersi di quel filtro di mediazione che e' l'assunzione di un punto di vista da parte dell'autore di un film. Clark ha scelto una narrazione quasi documentaristica, stile cinema-verite'. Ma nel tentativo di rendere reali i suoi personaggi, astenendosi dal giudicarne i misfatti, rimanendo in buona sostanza neutrale, egli ha ottenuto un effetto indesiderato; poiche' non esiste film o spettacolo teatrale o libro al mondo in grado di restituire la realta' tale quale e', se non attraverso una rilettura della stessa.
L'effetto di tanta neutralita', che e' poi il rifiuto di armeggiare con gli strumenti di finzione propri al linguaggio cinematografico, e' che la realta' che ci viene presentata finisce per piegarsi e distorcersi assumendo toni profondamente irreali, a volte grotteschi: vale per tutti una lunghissima inquadratura di quattro ragazzini di dieci forse dodici anni seduti ammassati su un divanetto che si passano uno spinello e parlano di sesso con una nonchalance difficilmente credibile, sicuramente ostentata ai limiti della nostra pazienza. Ma udite udite, il paradosso dei paradossi, quello che dovrebbe dare da riflettere al nostro Larry Clark: questo film, recitato per lo piu' da sedicenni, e' vietato sia in patria sia in Europa ai minori di diciotto anni.

Sebastiano Tecchio