Tempi Moderni

I film del 1997


JERUSALEM

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Bille August
Soggetto: dal romanzo omonimo di Selma Lagerlöf
Sceneggiatura: Bille August
Fotografia: Jörgen Persson
Scenografia: Anna Asp
Costumi: Ann Margret Fyregard
Montaggio: Janus Billeskov-Jansen
Musiche: Stefan Nilsson
Prodotto da: Ingrid Dahlberg
(Svezia, 1997)
Durata: 168'
Distribuzione cinematografica: U.I.P. per RCS
Distribuzione homevideo: RCS

PERSONAGGI E INTERPRETI

Ingmar: Ulf Friberg
Gertrud: Marie Bonnevie
Karin: Pernilla August
Tim: Reine Brynolfsson
Gabriel: Jan Mybrand
Barbro: Lena Endre
Hellgum: Sven-Bertil Taube
Mrs Gordon: Olympia Dukakis

 

jeru1.jpg (15231 bytes)Di durata superiore alla media "Jerusalem" è comunque un film prodotto per la televisione (svedese) e tratto dall'omonimo e ampio romanzo della scrittrice svedese Selma Lagerlöf, il che spiega qualche lungaggine di troppo. Ritroviamo il pluripremiato (due Palme d'oro e un Oscar) Bille August alle prese con un soggetto che ci ricorda uno dei suoi primi successi: "Pelle alla conquista del mondo", contestata Palma d'oro di già dieci anni orsono. La narrazione si incentra sull'epopea di Ingmar Ingmarsson, presto orfano nonché gravato dal destino di dover riprendere la guida carismatica del suo piccolo villaggio, già appannaggio di suo padre. Fine ottocento, siamo nel nord della Svezia e nel piccolo villaggio quasi sempre innevato, assente Ingmar a lavorare nei boschi per riguadagnarsi la fattoria del padre, fa la sua comparsa Hellgum un predicatore americano semi-farneticante ma molto abile nel conquistarsi la fiducia della gente. Ruberà il posto a Ingmar per poi convincere quasi l'intero villaggio a seguirlo in missione salvifica nella Terra Santa.
Il regista scandinavo, qui comunque più a suo agio che nell'improbabile polpettone che è stato il suo "La casa degli spiriti", ricade però ancora una volta nel solito vizio di strutturare le sue storie attraverso un innumerevole serie di scene madri, che fatalmente finiscono per essere ripetitive. Peccato perché per altri versi August possiede un impeccabile talento visivo naturalistico che si nutre solo dell'essenziale. Rimarchevole poi la sua serietà nel guardare agli episodi di fanatismo religioso che alla nostra sensibilità moderna potrebbero sembrare tanto ridicoli, adottando il più possibile un punto di vista distaccato e neutro. Così questa storia dai tratti distanti e arcaici ammonisce a meglio vedere in quello che di fanatico tutt'ora ci circonda.

Alfonso Iuliano