Tempi Moderni

I film del 1997


SOLDATO JANE
(G.I. JANE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Ridley Scott
Sceneggiatura: Danielle Alexandra, David Twohy
Fotografia: Hugh Johnson
Montaggio: Pietro Scalia
Musica: Trevor Jones
Prodotto da: Demi Moore, Roger Birnbaum,
Ridley Scott, Suzanne Todd
(USA, 1997)
Durata: 125'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione homevideo: CECCHI GORI HOME VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Jordan O'Neil: Demi Moore
John Urgayle: Viggo Mortensen
Lillian DeHaven: Anne Bancroft
Royce: Jason Beghe
Salem: Scott Wilson
Blondell.: Lucinda Jenney

jane1.jpg (10631 bytes)"Succhiami il cazzo!" urla il tenente Jordan O'Neil al suo istruttore capo John Urgayle, dopo aver subìto un duro pestaggio da quest'ultimo: sembra di stare in "Ufficiale e gentiluomo", ma questa volta il milite in apprendistato ha le fattezze muliebri di Demi Moore, col cranio rasato ed in perfetta tenuta da Seal (gli incursori della Marina USA).
La frase scatena l'entusiasmo dei soldati, che applaudono ed urlano in sostegno della donna: la sostanza fallocentrica - pur in absentia penis - del film finalmente esplode, facendo piazza pulita di eventuali istanze femministe (peraltro, esplicitamente rifutate dal personaggio in una battuta del dialogo) od intenti progressisti.
Quel che si racconta in "Soldato Jane" è, per l'ennesima volta, la storia di un feroce addestramento alle armi destinato a concludersi con un trionfo della volontà: il tenente O'Neil riuscirà, prima donna nella storia, a superare le terribili prove imposte agli aspiranti Seals, malgrado le prevenzioni dei superiori ed i colpi bassi dei supporter politici (la senatrice DeHaven, sua sostenitrice all'inizio sino ad un rapido voltafaccia dettato da esigenze elettoralistiche).
Decerebrata esaltazione del machismo, farcita di stereotipi e luoghi comuni, priva di qualsivoglia approfondimento psicologico dei personaggi o sviluppo men che prevedibile della trama, la pellicola conferma l'inguaribile masochismo di Demi Moore nella scelta dei copioni (è dai tempi di "Codice d'onore" che non ne azzecca più una) e la profonda crisi nella quale versa il già talentoso Ridley Scott, dopo la brutta prova di "Albatross": spiace vedere il cineasta di "Blade runner" razzolare in simile ciarpame, da lui impaginato per soprammercato nello stile effettistico e rutilante cifra un tempo delle peggiori cose del suo fratellino Tony.

Francesco Troiano