IPOTESI DI
COMPLOTTO
(CONSPIRACY THEORY) CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Richard Donner
Sceneggiatura: Brian Helgeland
Fotografia: John Schwartzman
Scenografia: Paul Sylbert
Costumi: Ha Nguyen
Montaggio: Frank J. Urioste
Musica: Carter Burnwell
Prodotto da: Joel Silver
(USA, 1997)
Durata: 134'
Distribuzione cinematografica: WARNER BROS
Distribuzione homevideo: WARNER HOME VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Jerry Fletcher: Mel Gibson
Alice Sutton: Julia Roberts
Dr. Jonas: Patrick Stewart
Agente Lowry: Cylk Cozart
Wilson: Stephen Kahan
Flip: Terry Alexander
"Che cos'è il Mac
Guffin? Il Mac Guffin è una scappatoia, un trucco, un espediente... in realtà il Mac
Guffin non è niente."* In questa definizione di Alfred Hitchcock è raccolto il
segreto di tutti i suoi film. Se pensate alla trama di alcuni dei più celebri lavori del
maestro inglese scoprirete curiosamente di non ricordarla nei dettagli. Ad esempio: Cary
Grant fugge in "Intrigo internazionale" perché è stato scambiato,
erroneamente, per un agente segreto ma per quale motivo i sicari vogliono ucciderlo non ci
viene rivelato. Non è importante, Grant fugge per salvare la propria vita, questo è
sufficiente allo spettatore per provare empatia con il protagonista. Tutti i migliori film
di Hitchcock sono costruiti su questo espediente: in una situazione di pericolo il
protagonista è messo alle corde da una serie di eventi negativi ed è costretto a
reagire.
Se mi sono soffermato sul cinema di Hitchcock è perché "Ipotesi di complotto"
si ispira apertamente ai classici hitchcockiani (soprattutto "Intrigo
internazionale", "Sabotatori" e "Il sipario strappato") ma senza
averne né la tensione emotiva né tantomeno lo stile preciso ed incalzante.
La trama: Jerry Fletcher è un taxi driver paranoico che affligge i suoi clienti con
ipotesi fantasiose di complotti catastrofici perpetrati dai servizi segreti (FBI o CIA non
ha importanza) a danno dell'americano comune. Le sue deliranti denunce sono sempre
presentate ad Alice Sutton, procuratore del Ministero della Giustizia, tormentata dalla
perdita del proprio padre, un giudice assassinato in circostanze misteriose. Un giorno il
povero Jerry viene rapito da uomini misteriosi al soldo del Dottor Jonas, un ambiguo
psichiatra del governo, che lo tortura orribilmente alla ricerca di informazioni su un
passato che Jerry non riesce a ricordare. Dopo una fuga rocambolesca Jerry cerca aiuto
proprio in Alice Sutton che, dapprima perplessa, accetta poi di aiutarlo...
E' questo l'incipit di
"Ipotesi di complotto", film che ripropone il terzetto vincente della serie
"Arma letale": Joel Silver produttore, Richard Donner regista e Mel Gibson
protagonista. Il film miscela elementi da thriller sociopolitico alla "Va e
uccidi" di John Frankheneimer a soggetti come abbiamo detto di hitchcockiana memoria
ma lo stile pesante e ridondante di Donner non risparmia lo spettatore, sottoposto a ben
due ore e venti di proiezione, complice una sceneggiatura incapace di condensare le
situazioni e che, dopo una prima mezz'ora piuttosto riuscita, si ostina poi a spiegare
tutto fin nei minimi dettagli, accumulando ben tre finali e una storia d'amore tra i due
protagonisti davvero improbabile. Il risultato è un gran mal di testa per noi spettatori,
del tutto inutile: sarebbe bastato osservare con più attenzione i film del vecchio
Hitch...
*"Il cinema secondo Hitchcock", Pratiche editrice, 1977.