INTERVISTA A TILDA SWINTON e SUSAN STREITFELD
Susan Streitfeld esordisce con questo film alla
regia. Precedentemente, dopo la laurea all'American Film Institute, ha lavorato come
insegnante di regia e recitazione e poi come agente teatrale. La Swinton, di atipica
algidità anche per una inglese, la ricordiamo nelle vesti dell'eroina del recente
"Orlando". Ma è molto conosciuta anche per il suo lavoro con il regista Derek
Jarman.
Esiste qualche motivo particolare nella scelta di
ambientare il film in California?
Streitfeld: L'unica ragione è che io vivo in California. Una questione di
basso budget.
Non pensa che i personaggi siano privi di sfumature, la
donna in carriera e il suo opposto?
Streitfeld: Questi personaggi incarnano situazioni estreme che abbiamo
cercato di rendere molto drammatiche e più fedeli possibile al libro. Credo che comunque
ci si possa identificare in ognuna delle donne del film.
Swinton: Il film, d'altronde, dà una precisa indicazione: è più
pericoloso agire un comportamento stereotipato che proiettarlo fantasticamente.
Sig.ra Swinton ha avuto difficoltà nell'accettare un
ruolo così impegnativo e scabroso?
Swinton: non è mai semplice decidere se fare un film. In questo caso ho
capito subito che questo sarebbe stato un film che avrei gradito vedere, conoscendo la
regista poi ho preso la decisione.
Ha avuto problemi ad acquisire i diritti del libro, e che
ruolo ha avuto l'autrice?
Streitfeld : La Kaplan mi ha dato prima l'opzione sul libro, poi la sua
benedizione. Alla sceneggiatura io ho lavorato per due anni, il suo è stato un ruolo
marginale, dietro le quinte, poi il film gli è piaciuto molto.
Che tipo di saggio è quello della Kaplan?
Streitfeld: Nel libro l'autrice cerca di indagare dove trae origine il
comportamento della donna. Il punto lo trova nell'intersezione tra famiglia e società. Il
suo è un punto di vista che parte dal riferimento storico di Emma Bovary. Per lei ci
collochiamo tutti lungo una stessa scala di perversioni.
Signora Swinton in che modo si è avvicinata al
personaggio? Ha ritrovato in se stessa delle caratteristiche comuni?
Swinton: Ho poco in comune con Eve, e poi come artista non ho l'abitudine di
identificarmi con il personaggio, sono un attrice e in comune con i miei personaggi ho,
semplicemente, l'umanità. Riguardo al personaggio, Eve è una donna che nel momento in
cui cerca di scavare in se stessa si trova in un punto in cui ha solo dei riflessi
maschili; ha poi in pochi giorni molti rapporti con le donne e questo è per lei un nuovo
modo di veder rispecchiata la sua immagine.
Che cos'è la perversione?
Streitfeld: La perversione è qualcosa che ci serve ad evitare un'emozione
che non vogliamo sentire, non a livello conscio entra in gioco una strategia molto
sofisticata che elaboriamo nel corso degli anni.
Alfonso Iuliano |