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Interviste


Intervista a Francesca Neri

mani2.jpg (11700 bytes)Francesca Neri ha un'aria decisamente eterea. Gli occhi cerulei, incastonati in un viso di un pallore quasi "pubblicitario" (vista la bellissima foto della casa di cosmetici per la quale è testimonial) le donano un'aria distaccata, ma compresa della difficoltà e dell'importanza del suo ruolo, quando ci parla del personaggio di Claudia interpretato nel film Le mani forti di Franco Bernini.

Come ha deciso di affrontare questo ruolo così complicato?
La difficoltà del personaggio era enorme. Il fatto che fosse una psicanalista richiedeva necessariamente un approccio più tecnico e nonostante il fatto che io sia in analisi e che quindi abbia una discreta familiarità con questo mondo, ho dovuto documentarmi molto affinché l'interpretazione fosse la più corretta possibile.
Ho cercato di "vivere tutto dentro", donando a questo personaggio il mio personale bagaglio di angoscia e di ansie. Ho voluto, sotto la guida di Franco Bernini, ridurre al minimo le implicazioni esterne del personaggio (aspetto fisico, trucco, modo di muoversi, di parlare...) per dargli una connotazione precisa dal punto di vista interiore.

Quale è stata la cosa più difficile da trasmettere al pubblico?
Il dolore. Io ho cercato di trasformare la mia pena personale in quella che Claudia aveva per la perdita della sorella.

In che cosa le assomiglia questo personaggio?
Mi assomiglia nel senso in cui tutti i personaggi che interpreto hanno qualcosa di me, di profondo, di personale, di mio. Claudia è me nella misura in cui io le ho dato delle cose mie, ma la somiglianza si ferma qui.

Che cosa la ha coinvolta di più di Claudia?
Il mio studio di questo personaggio è stato una sorta di full immersion. Franco Bernini mi ha dato molto materiale da leggere, alcuni libri, articoli e documenti che mi hanno aiutato molto a farmi carico di un bagaglio di angoscia il cui peso ha significato per me rendermi capace di dare un profilo definito a questo ruolo.Vorrei dire, però, che Le mani forti è un film anche su una psicologa, sul suo rapporto d'amore e sulla difficoltà delle sue scelte. Io ho cercato di dedicarmi soprattutto a questo aspetto molto personale della storia.

Come cittadina, che cosa le dà interpretare pellicole di denuncia così forti?
Io mi auguro sempre che film del genere possano toccare la coscienza della gente e riuscire a smuovere qualche cosa.

Lei sta girando in Spagna un film dal titolo La carne tremula di Pedro Almodovar. Che cosa ci dice?
Che va tutto bene e che è un'esperienza straordinaria.

Ma Almodovar è veramente così strano come dicono?
Sì, ma se non so' matti non li vogliamo...

A cura di Marco Spagnoli