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INTERVISTA A DIMITRIJ NABOKOV
Cosa ne pensa della versione che Adrian Lyne ha
fatto di "Lolita", uno dei più celebri romanzi di suo padre?
Trovo che la versione di Lyne sia molto più vicina a quello che è lo spirito originale
del romanzo di mio padre. Non sono mai stato entusiasta della versione di Kubrick (alla
quale collaborò anche Vladimir Nabokov, nda), anche se era un bellissimo film si
allontanava troppo dai temi e dalle atmosfere originali del romanzo. Il film di Lyne mi
soddisfa pienamente perché spiega il sottofondo psicologico che anima le azioni di
Humbert: lui cerca di trovare in tutte le donne che osserva una ragazzina che amò durante
l'adolescenza e che morì di tifo pochi giorni dopo il loro primo incontro. Per questo si
innamora di Lolita, la sua non è pedofilia come noi possiamo intenderla oggi, ma un
bisogno disperato di ritrovare quella parte di sé che gli fu strappata brutalmente dal
destino e che in lei trova una sorta di surrogato.
Quindi suo padre giustificava le azioni di Humbert?
Mio padre si scagliava con forza contro ogni forma di perversione e aberrazione, non
avrebbe mai potuto giustificare un comportamento apparentemente malsano e illecito come
quello di Humbert. In realtà il professore è molto più innocente e infantile di Lolita,
la stessa ragazza ha molto da insegnarli malgrado la differenza d'età. Con questo non
voglio assolvere il comportamento di Humbert, ma certo non rappresenta il corruttore come
possiamo intenderlo oggi. Penso ai fatti orribili successi in America per colpa dei
pedofili, a quella povera bambina dell'Oregon, vestita come una Barbie luccicante dai
genitori e vittima incolpevole di un mostro. Mio padre non avrebbe mai potuto immaginare
una cosa del genere, figuriamoci giustificarla.
In quale momento, secondo lei, Humbert si guadagna l'assoluzione morale
dell'ipotetica giuria alla quale, durante tutto il racconto, si rivolge?
Quando, alla fine, incontra Lolita invecchiata, incinta di un altro uomo e priva di
qualsiasi fascino erotico. Davanti a questa donna che lo ha ingannato, tradito, fatto
soffrire e che, nonostante tutto, vorrebbe ancora tornare con l'infido Quilty ma non con
lui, Humbert prova ancora amore e capisce che l'amerà per sempre a prescindere dalla sua
età, dall'aspetto o dal comportamento. Inoltre, sempre verso la fine c'è un passaggio
molto bello in cui Humbert si rende conto dei suoi crimini e, ascoltando le voci di alcuni
bambini che giocano, ha l'impressione di "avere accanto il piccolo fantasma di
qualcuno che ha appena ucciso".
A cura di Luigi De Angelis |