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INTERVISTA A JEFF GOLDBLUM
Alto, dinoccolato, le mani in perenne
movimento, Jeff Goldblum è una persona di gran comunicativa e incontenibile simpatia. A
Roma per presentare "The Lost World", seguito del celeberrimo "Jurassic
Park", l'attore ha rilasciato la seguente intervista a Tempi Moderni durante un afoso
pomeriggio di luglio, nella sala stampa attrezzata per l'occasione dalla UIP in uno
splendido salone dell'Hotel Eden.
Mr.Goldblum, lei ha interpretato oltre 40 film, ma la sua immagine
rimane in qualche modo legata alla fantascienza e all'horror, al punto che gli
appassionati del genere la considerano l'unico vero erede di mostri sacri del passato come
Boris Karloff o Christopher Lee. La cosa le fa piacere o la trova riduttiva?
In realtà devo confessare che non amo affatto essere etichettato come interprete di un
genere specifico, in quanto il mio obiettivo è quello di cimentarmi nella maggior parte
dei ruoli possibili per un attore, senza dover escludere nulla. Per quanto riguarda
eventuali accostamenti ai grandi del passato, la cosa non può che farmi piacere anche se,
ripeto, vorrei evitare di rimanere intrappolato in un unico genere. Non per nulla il mio
prossimo film è una specie di western, ed è la prima volta che affronto questo genere,
dal titolo "The Mad Dog Time" accanto a Gabriel Byrne, Richard Dreyfuss ed Ellen
Barkin in cui recito il ruolo di un gangster o, meglio, della "pistola più
pericolosa della città".
Fra i tanti personaggi che ha interpretato ce n'è uno che le assomiglia
particolarmente, al quale si sente maggiormente legato?
Forse proprio quello di "The Lost World", in quanto ha una vena di
romanticismo disperato che si avvicina molto al mio stato psicologico attuale; infatti ho
sofferto moltissimo per una donna. Ecco: il messaggio dei film per me è la cosa più
importante, e ogni film ha un suo messaggio ben preciso.
Lei condivide il messaggio di tutti i suoi film?
Sì, assolutamente. Forse l'unico che mi lascia perplesso è quello del mio primo film,
dal titolo "Death Wish", perché in realtà non esiste. Non ha messaggio, è un
film vuoto e malfatto, ma all'epoca ero felicissimo perché, pur di lavorare, avrei
interpretato qualsiasi ruolo.
Condivide anche il messaggio, o i messaggi, presenti in "Independence
Day"?
Certo, perché non dovrei?
Molta critica ha definito il film reazionario e razzista...
Ma no, ci sono i valori della famiglia, dell'unione dei popoli, c'è l'amore verso i
bambini. Io lo ho trovato un film dai valori positivi e anche molto divertente. In ogni
caso, non sono un critico, quindi Perché, a te il film non è piaciuto?
A me è piaciuto molto, ma la maggioranza...
.. non so che dire, non sono un critico mi sembra strano, però.
Cosa ritiene più fastidioso nel moderno cinema hollywoodiano: la violenza o la
correttezza politica a tutti i costi? Lo chiedo soprattutto all'interprete di
"Independence Day".
Se la violenza è usata perché la storia lo richiede ma, allo stesso tempo, è messa in
cattiva luce, non mi disturba più di tanto. La correttezza politica a tutti i costi
invece sì; purtroppo oggi molti si sentono in dovere di forzare la sceneggiatura di un
film per eliminare qualsiasi riferimento diretto o indiretto che potrebbe anche
lontanamente offendere determinate classi o minoranze. Se la cosa è giusta come principio
generale, spesso genera mostri ancora più oltraggiosi di quelli che si vorrebbero
sopprimere.
Uno dei suoi film più famosi è "La Mosca" Di David Cronenberg. Come
ricorda quell'esperienza?
In maniera fantastica! David (Cronenberg) è un grandissimo autore che ha saputo trarre il
meglio da me come interprete. Forse è stata la prima vera grande occasione della mia vita
e sono orgoglioso di averlo interpretato. Ritornando al discorso dei generi, non ritengo
che "La Mosca" possa essere etichettato come un film fantastico; certo,
appartiene al genere, ma i contenuti sono talmente complessi che mi sembrerebbe riduttivo
relegarlo in una nicchia ben precisa.
In "The Lost World" il suo personaggio ha subito una mutazione
rispetto al precedente "Jurassic Park": da aggressivo e vagamente cinico è
diventato riflessivo, protettivo e saggio.
Infatti, ho insistito molto con Spielberg e con lo sceneggiatore del film per introdurre
questi cambiamenti. Non mi sentivo molto vicino al personaggio di "Jurassic
Park", troppo megalomane e saccente, diciamo pure che ho rimodellato la figura del
Dr. Ian Malcolm secondo il mio attuale stato d'animo, rendendolo più simile a come sono
realmente. Credo che il risultato abbia giovato al personaggio, anche perché in questo
sequel ha un ruolo di maggior spicco rispetto a "Jurassic Park".
Non la disturba lavorare in film con enormi quantità di effetti speciali, non pensa
che il pubblico si rechi al cinema per vedere i dinosauri generati al computer e non
l'attore di turno?
Quella degli effetti speciali è una realtà che non possiamo trascurare, specialmente a
Hollywood. Il cinema è un'industria e, come tale, deve fare in modo che i suoi
investimenti siano economicamente soddisfacenti. Se il pubblico vuole gli effetti
speciali, Hollywood glieli offre. In fondo non è poi così male perché in questo modo,
si creano molte possibilità di lavoro per tutti. Certo, adoro i film "semplici"
dal punto di vista produttivo come i tanti capolavori europei e italiani che, da cinefilo
e attore, conosco e seguo con regolarità. Ogni tanto mi concedo anche io un'esperienza di
stampo "europeo", anche se finora non ho mai avuto il piacere di lavorare in
Europa, a parte il mio ultimo film che è stato parzialmente girato a Parigi.
Lei interpreta spesso la parte dell'ambientalista convinto. E' solo un ruolo o ha le
stesse convinzioni anche nella vita?
Sono un ecologista e ambientalista anche nella vita. Ho finanziato personalmente un gruppo
ambientalista molto noto in America e io stesso mi sono esposto in prima persona per
difendere le cause dell'ambiente e dell'ecologia.
Ho saputo che Lei è anche un eccellente pianista Jazz, a quando una prova della sua
abilità in un film?
Nel mio prossimo film, "The Mad Dog Time" del quale ho già parlato, suonerò
per la prima volta il piano sullo schermo. Il Jazz è una mia grande passione, appena
posso vado in qualche club a suonare, improvvisando con i musicisti presenti. Credo che se
non avessi fatto l'attore mi sarei dedicato anima e corpo alla musica.
Luigi
De Angelis |