IL PRINCIPE
DI HOMBURGCAST TECNICO ARTISTICO
Regia e sceneggiatura: Marco Bellocchio
Fotografia: Giuseppe Lanci
Scenografia: Giantito Burchiellaro
Costumi: Francesca Sartori
Musica: Carlo Crivelli
Montaggio: Francesca Calvelli
Prodotto da: Pier Giorgio Bellocchio per Filmalbatros e RAI
Durata: 85'
(Italia, 1997)
Distribuzione cinematografica: ISTITUTO LUCE
PERSONAGGI E INTERPRETI
Principe di Homburg: Andrea Di Stefano
Natalia: Barbara Bobulova
Elettore: Toni Bertorelli
Elettrice: Anita Laurenzi
Hohenzollern: Fabio Camilli
Golz: Gianluigi Focacci

Il
principe di Homburg, gia' responsabile di precedenti gravi errori in battaglia, decide di
non rispettare gli ordini avuti e di attaccare anzitempo: la sua decisione questa volta ha
un esito felice, ma il suo gesto non puo' essere comunque perdonato. La condanna a morte
che seguira' gettera' il nobile giovane in uno sconforto umiliante, ma la vita gli
apparira' allora piu' preziosa perfino dell'onore, almeno fino all'arrivo dell'inaspettata
e "insidiosa" grazia.
Per questa trascrizione della tragedia classica di von Kleist, Marco Bellocchio, dopo
alcuni anni di cinema fastidioso e delirante, riesce ad allontanarsi dalla soffocante
morsa della psicoanalisi: il film non ne e' del tutto privo, ed una chiave interpretativa
a tal riguardo e' inevitabilmente suggerita, soprattutto in occasione di un finale che
puo' lasciare sgomenti, ma il racconto, nel suo complesso, lineare e quasi povero, fatto
di pochissimi avvenimenti dai tempi fortemente dilatati, resta interessante e godibile a
prescindere da essa. Le atmosfere vagamente surreali, congelate, circondano uomini che
vivono e raccontano di se' principalmente nella loro interiorita', e la curiosa
interpretazione dei giovani protagonisti, imperfetti ma persuasivi, riflette probabilmente
queste intenzioni. Una buona resa, dunque, che, per quanto fredda, non risulta comunque di
maniera, ma che vive i suoi momenti piu' felici, proprio quando si attiene al testo, con
il nodo insolubile che questo presenta, se sia cioe' meglio vivere come morto o morire da
eroe, "vinto sul patibolo, ma vincitore nella storia".