Tempi Moderni

I film del 1997


HERCULES

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Ron Clements, John Musker
Sceneggiatura: Ron Clements, Barry Johnson,
Don McEnery, Irene Mecchi,
John Musker, Bob Shaw
Scenografie disegnate da: Gerald Scarfe
Costumi disegnati da: Kate Bergh
Art Director: Andy Gaskill
Montaggio: Tom Finan, Robert Hedland
Musica: Alan Menken
Prodotto da: Ron Clements, John Musker,
Alice Dewey, Kendra Halland
(USA, 1997)
Durata: 92'
Distribuzione cinematografica: BUENA VISTA
Distribuzione home video: BUENA VISTA HOME VIDEO

PERSONAGGI E VOCI
(nella versione originale e in quella italiana)

Hercules: Tate Donovan - Raoul Bova
Filottete: Danny De Vito - Giancarlo Magalli
Megara: Susan Egan - Veronica Pivetti
Ade: James Woods - Massimo Venturiello
Pena: Bob Goldthwait - Zuzzurro
Panico: Matt Frewer - Gaspare

herc2.jpg (16714 bytes)Corsi e ricorsi storici anche per la major più conosciuta nel mondo, ovvero la Walt Disney Company, un impero multimediale che macina ogni anno miliardi di dollari in tutto il mondo con i suoi prodotti: film, gadgets, parchi a tema, cd rom e così via. Tutto parte sempre da un punto fermo e indiscutibile nella dinamica economica della Disney: il film. Ogni estate (da noi per tradizione a Natale) nuovo soggetto, nuovi personaggi, nuovi successi e nuovo merchandising per la gioia dei piccini, un po' meno per quella dei grandi costretti ad aprire il portafogli per acquistare il diario o l'asciugamano di turno su cui è stampato il beniamino preferito. In questa logica commerciale è un vero miracolo che la qualità dei film Disney negli ultimi dieci anni si sia attestata su opere di grande qualità cinematografica. Dopo un periodo piuttosto oscuro negli anni '80 la riscossa disneyana è infatti cominciata con l'uscita nel 1987 de "La sirenetta" e da allora non si è più fermata: "La bella e bestia", "Aladdin", "Il re leone", "Pocahontas", "Il gobbo di Notre dame" e adesso "Hercules", nuovo successo annunciato, ma... Ma qualcosa comincia scricchiolare nella oleata macchina perché questo nuovo lavoro, seppure firmato dalla coppia Ron Clements-John Musker che già avevano diretto "Aladdin", dimostra gravi carenze nella sceneggiatura, musiche insignificanti (dirette dal solito Alan Menken), personaggi opachi. herc1.jpg (14706 bytes)Nel raccontare le vicende modernizzate di Ercole (e lasciamo da parte le polemiche su quanto sia stato deformato il mondo mitologico greco), costretto a diventare eroe per essere riammesso alla corte divina di suo padre Zeus, i due registi-sceneggiatori hanno ricalcato l'iter narrativo de "La sirenetta" (lì gli stessi problemi adolescenziali erano proposti al femminile) ma l'impressione generale è quella di assistere ad un prodotto, ineccepibile sotto il profilo spettacolare, ma senza smalto, un po' tirato via e addirittura sciatto. Il difetto principale sta in una disumanizzazione dei personaggi ridotti davvero a cartoons nell'accezione negativa del termine e anche se nella storia non mancano riferimenti autoironici sulla mania di commercializzazione disneyana (Hercules diventa un mito e persino in Grecia si innesca un fenomeno di merchandising a colpi di calzari e otri di terracotta) il film manca di poesia e di fascino e sembra solo un pretesto per fare soldi coi propri prodotti. Che sia iniziata una fase calante nell'inventiva disneyana?

Maurizio Imbriale