Tempi Moderni |
I film del 1997 |
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| LA SECONDA
GUERRA CIVILE AMERICANA (THE SECOND CIVIL WAR) CAST TECNICO ARTISTICO Regia: Joe Dante PERSONAGGI E INTERPRETI Governatore Farley: Beau Bridges In un futuro non troppo lontano l'America è testimone di un evento clamoroso. Farley, il governatore dello stato dell'Idaho, decide di chiudere i confini a chiunque non sia americano. Fuori gli immigrati, fuori i clandestini, fuori tutti coloro che con la bandiera americana hanno ben poco a che fare. Sono come sempre i media che reggono, da tempo immemorabile, le fila di tutti i discorsi che dentro e fuori avvengono negli uffici più importanti fino ad arrivare alla Casa Bianca. Il presidente americano è inerme, incapace di prendere una decisione senza prima consultarsi con i propri collaboratori. Farley, nonostante sia sposato, si trova sentimentalmente coinvolto con una giornalista di uno dei più importanti canali televisivi: l'NN network. La donna, che è incinta del governatore, si allontana da lui in quanto di origini messicane, ma il governatore ne è completamente invaghito. Nel frattempo le truppe dell'Idaho si schierano ai confini dello stato illudendosi che chiudendo il dialogo con il resto del paese sia facilmente risolvibile il collasso socio-economico-politico. Di notiziario in notiziario i media enfatizzano e distorcono la situazione che si aggrava ulteriormente. L'America insorge contro se stessa, l'implosione è imminente e la deflagrazione etnica coinvolge tutto il paese trascinando milioni di persone sull'orlo della seconda guerra civile. La notizia che il governatore l'indomani dichiarerà la "successione" perché desidera abbandonare la propria carica e vivere con la nuova moglie con cui allevare i propri figli messicani, viene erroneamente interpretata dalla Casa Bianca come "secessione". Dopo un inevitabile bagno di sangue tutto tornerà alla normalità una volta compreso l'equivoco e gli Stati Uniti, forse più forti di prima, potranno intraprendere un nuovo piano sociale di integrazione etnica. Con "La seconda guerra civile americana" Joe Dante, riciclatosi nella televisione per questa produzione HBO ad alto livello, sviluppa una notevole riflessione all'interno di un'America ossessionata dai media e completamente assuefatta ad essi. Non mancano i momenti di divertimento e tutto l'apparato dei dialoghi lavora alacremente. Il linguaggio in questo caso è universale: tutti sono asserviti al villaggio globale del prime time e il crogiuolo etnico che si è creato nel mondo deve essere spunto di riflessione per capire quanto sia necessario avere un pianeta unito dalla buona volontà della gente, soprattutto quando si hanno al potere statisti che per non perdere voti danno più importanza all'ultima puntata di una soap opera che non ai problemi del proprio paese. Claudio Pofi |
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