UN GIORNO,
PER CASO
(ONE FINE DAY)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Michael Hoffman
Sceneggiatura: Terrel Seltzer, Ellen Simon
Fotografia: Oliver Stapleton
Scenografia: David Gropman
Costumi: Susie DeSanto
Montaggio: Garth Craven
Musica: James Newton Howard
Prodotto da: Lynda Obst
(USA, 1996)
Durata: 108'
Distribuzione cinematografica: 20TH CENTURY FOX
Distribuzione home video: FOX VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Melanie Parker: Michelle Pfeiffer
Jack Taylor: George Clooney
Maggie Taylor: Mae Whitman
Sammy Parker: Alex D. Linz
Lew: Charles Durning

Melanie Parker (Michelle Pfeiffer) è un architetto divorziata che deve badare
alla sua impegnativa carriera e al proprio figlio di cinque anni. Le si prospetta una
giornata davvero dura poiché deve accompagnare il figlio a scuola, in tempo per
partecipare alla gita di classe, e poi precipitarsi in ufficio dove ha un appuntamento
importante da cui dipende la sua futura carriera.
Jack Taylor (George Clooney) è un redattore impegnato in un'inchiesta infuocata che ha
come obiettivo il Sindaco di New York. Nel giorno più importante della sua vita
professionale viene svegliato dalla ex moglie che gli lascia in custodia la figlia di
cinque anni. Inutile dire che le vite di questi due sciagurati genitori s'incroceranno
dando vita ad una serie di equivoci intricati che porteranno a dei risvolti imprevedibili
e, naturalmente, sentimentali.
Diretta
dall'eclettico Michael Hoffman, di cui ricordiamo "Bolle di sapone", simpatica
commedia ambientata nel delirante mondo delle soap opera, e il recente
"Restoration", film in costume malriuscito, "Un giorno, per caso" si
ispira alle commedie anni'40-'50, riproponendo in versione aggiornata la coppia Katherine
Hepburn-Spencer Tracy (e in particolare un film "La costola d'Adamo"). I pregi
di questa divertente commedia sono una certa grazia, inusuale nel panorama cinematografico
attuale, dei dialoghi divertenti e mai volgari, nonché, appunto, la coppia Michelle
Pfeiffer- George Clooney (quest'ultimo già medico di "ER" e novello Batman nel
quarto film dedicato al super eroe), perfettamente affiatata. I difetti sono quelli ormai
noti nel cinema americano, soprattutto quando affronta soggetti basati su rapporti
interpersonali: vale a dire un moralismo d'accatto che affonda nella pura melassa. Ci
viene riproposta insomma la solita storia sull'importanza dei valori base della società
americana: Dio, Patria e Famiglia.
Un peccato, perché la commedia aveva tutti i requisiti per diventare un piccolo classico
ma che, per i motivi appena esposti, rovina parte della piacevole sorpresa e crolla poi in
un ripetitivo quanto inutile finale. Al termine del film si rimpiange ancora una volta la
ferocia di un Billy Wilder che con un copione simile avrebbe fatto scintille.