Tempi Moderni

I film del 1997


UN GIORNO, PER CASO
(ONE FINE DAY)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Michael Hoffman
Sceneggiatura: Terrel Seltzer, Ellen Simon
Fotografia: Oliver Stapleton
Scenografia: David Gropman
Costumi: Susie DeSanto
Montaggio: Garth Craven
Musica: James Newton Howard
Prodotto da: Lynda Obst
(USA, 1996)
Durata: 108'
Distribuzione cinematografica: 20TH CENTURY FOX
Distribuzione home video: FOX VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Melanie Parker: Michelle Pfeiffer
Jack Taylor: George Clooney
Maggie Taylor: Mae Whitman
Sammy Parker: Alex D. Linz
Lew: Charles Durning

giorno1.jpg (12892 bytes)Melanie Parker (Michelle Pfeiffer) è un architetto divorziata che deve badare alla sua impegnativa carriera e al proprio figlio di cinque anni. Le si prospetta una giornata davvero dura poiché deve accompagnare il figlio a scuola, in tempo per partecipare alla gita di classe, e poi precipitarsi in ufficio dove ha un appuntamento importante da cui dipende la sua futura carriera.
Jack Taylor (George Clooney) è un redattore impegnato in un'inchiesta infuocata che ha come obiettivo il Sindaco di New York. Nel giorno più importante della sua vita professionale viene svegliato dalla ex moglie che gli lascia in custodia la figlia di cinque anni. Inutile dire che le vite di questi due sciagurati genitori s'incroceranno dando vita ad una serie di equivoci intricati che porteranno a dei risvolti imprevedibili e, naturalmente, sentimentali.
giorno2.jpg (14278 bytes)Diretta dall'eclettico Michael Hoffman, di cui ricordiamo "Bolle di sapone", simpatica commedia ambientata nel delirante mondo delle soap opera, e il recente "Restoration", film in costume malriuscito, "Un giorno, per caso" si ispira alle commedie anni'40-'50, riproponendo in versione aggiornata la coppia Katherine Hepburn-Spencer Tracy (e in particolare un film "La costola d'Adamo"). I pregi di questa divertente commedia sono una certa grazia, inusuale nel panorama cinematografico attuale, dei dialoghi divertenti e mai volgari, nonché, appunto, la coppia Michelle Pfeiffer- George Clooney (quest'ultimo già medico di "ER" e novello Batman nel quarto film dedicato al super eroe), perfettamente affiatata. I difetti sono quelli ormai noti nel cinema americano, soprattutto quando affronta soggetti basati su rapporti interpersonali: vale a dire un moralismo d'accatto che affonda nella pura melassa. Ci viene riproposta insomma la solita storia sull'importanza dei valori base della società americana: Dio, Patria e Famiglia.
Un peccato, perché la commedia aveva tutti i requisiti per diventare un piccolo classico ma che, per i motivi appena esposti, rovina parte della piacevole sorpresa e crolla poi in un ripetitivo quanto inutile finale. Al termine del film si rimpiange ancora una volta la ferocia di un Billy Wilder che con un copione simile avrebbe fatto scintille.

Maurizio Imbriale