TRE UOMINI E
UNA GAMBACAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Aldo, Giovanni & Giacomo e Massimo Venier
Soggetto e sceneggiatura: Aldo, Giovanni & Giacomo, Massimo Venier,
Giorgio Gherarducci, Lucio Martignoni
Fotografia: Giovanni Fiore Coltellacci
Scenografia: Maria Luigia Battani
Costumi: Stefano Giovani
Musica: Phil Palmer, Marco Forni
Montaggio: Marco Spoletini
Prodotto da: Rodeo Drive Marco Poccioni Marco Valsania
e da A.Gi.Di. Paolo Guerra
Durata: 100'
(ITALICA, 1997)
Distribuzione cinematografica: MEDUSA
Distribuzione home video: MEDUSA
PERSONAGGI E INTERPRETI
Aldo: Aldo Baglio
Giovanni: Giovanni Storti
Giacomo: Giacomo Poretti
Chiara: Marina Massironi
Suocero: Carlo Croccolo

22 novembre 1963. Aldo, Giovanni e Giacomo, tre killer in una camera d'albergo con un
fucile pronto a sparare sulla macchina presidenziale: ma è solo un film che il futuro
sposo Giacomo, anzi Giacomino, sta guardando prima di partire con i due amici alla volta
di Gallipoli, destinazione: matrimonio. Aldo e Giovanni sono già felicemente ammogliati
con due delle tre figlie di un ricco e volgare imprenditore che aspetta ora il terzo
genero assieme all'adorato e ferocissimo cane Ringhio e ad una gamba in legno del
notissimo scultore Garpez. La vettura dei tre viene però tamponata da un'affascinante
signorina in una località imprecisata del centro Italia e per cercare un meccanico
vengono smarriti per la strada il terribile cane e la preziosissima gamba, finché il
povero Giacomino, con al fianco l'inattesa fanciulla, comincia a non credere più troppo
nel suo matrimonio.
Generoso di idee, di gag e di citazioni, "Tre uomini e una gamba" porta sul
grande schermo la fortunata vena creativa del trio (o quartetto) comico reso famoso dalla
trasmissione "Mai dire gol". Il cinema è un'altra cosa e loro sono i primi ad
essersene accorti, ma la fama televisiva permette comunque di partire sempre con qualche
chance in più, fosse solo nel rapporto col pubblico. Non solo il successo televisivo lega
questo film a quello dell'inglese Mr. Bean: un'opera d'arte al centro di una storia con
straordinarie scene alternate a preoccupanti pause. Un paragone forse non rilevante, dal
quale emerge però, a favore della comicità di casa nostra, il maggiore sforzo nel cucire
le gag e nel dare respiro alla vicenda. Il comico puro soffre la distanza, ma nonostante
lo scarso coinvolgimento per una storia così fragile il senso di arrangiato non è troppo
fastidioso. I numeri comici sono molto divertenti (un paio davvero memorabili) e almeno
altri due interpreti non sono solo comparse: la Massironi, che più di tutti è chiamata a
smettere la maschera consueta e Carlo Croccolo, che ricalca, estremizzandoli, i personaggi
volgari di un grande caratterista romano, Mario Carotenuto. Infine la struttura del film
quasi calviniana, ingannatrice, permette di inserire nella storia alcune digressioni che
fondono la passione cinefila dei tre con le loro sperimentate scenette teatrali e
televisive, con una ben maggiore libertà di movimenti. Segno di un primo tentativo
cinematografico attento e non disprezzabile.