FACE/OFF -
DUE FACCE DI UN ASSASSINO
(FACE/OFF)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: John Woo
Sceneggiatura: Mike Werb, Michael Colleary
Fotografia: Oliver Wood
Scenografia: Neil Spisak
Montaggio: Christian Wagner, Steven Kemper
(USA, 1997)
Durata: 137'
Distribuzione cinematografica: BUENA VISTA
Distribuzione home video: BUENA VISTA
PERSONAGGI E INTERPRETI
Sean Archer: John Travolta
Castor Troy: Nicolas Cage
Eve Archer: Joan Allen
Sasha Hassler: Gina Gershon
Jamie Archer: Dominique Swain


L'agente
dell'FBI Sean Archer ha una sola via d'uscita per sventare la deflagrazione di un
micidiale ordigno esplosivo: assumere, tramite una sofisticata operazione chirurgica, le
fattezze del proprio mortale nemico Castor Troy (un terrorista finito in coma che gli ha
ucciso il figlioletto, alcuni anni prima) per entrare in carcere ed apprendere dal di lui
fratello l'ubicazione della bomba.
Purtroppo, le cose si complicano quando Castor, uscito dal suo stato comatoso, si fa
impiantare il volto di Sean ed uccide tutti coloro che sono a conoscenza dell'avvenuto
scambio di identità...
Da qui in avanti "Face/Off" - terza e maggiormente riuscita prova americana di
John Woo, certo il più talentoso tra i registi provenienti da Hong Kong - diviene una
originalissima commistione di action movie e dramma esistenziale: il buono ed il cattivo
si scambiano le vesti i modi le vite, scoprono di posseder ciascuno qualcosa dell'altro,
sprofondano in una vertigine che è pure agnizione di se medesimi a partire dal confronto
con l'antagonista.
L'odio non si cheta, ma diviene meno distruttivo: e, nel finale, un atto di generosità di
Sean tornato alle proprie sembianze sancirà l'esistenza d'un legame comunque con il
defunto Castor, il riconoscimento d'una sua presenza ormai ineliminabile in corpore
vivi .
Dotato di un ritmo travolgente (con qualche eccessiva concessione, per la verità, alla
fanfaronata bondiana), "Face/Off" si esalta in magistrali sequenze d'azione
plasticamente rese dall'uso del ralenti o vivificate da geniali espedienti narrativi: come
l'improvvisa irruzione, nel corso d'una cruenta sparatoria, delle note dolcissime di
"Over the rainbow", testimonianza struggente d'una innocenza smarrita prima del
sangue, della furia, del dolore; in qualche luogo, al di là dell'arcobaleno, dove i cieli
sono blu.