Tempi Moderni

I film del 1997


COSA FARE A DENVER QUANDO SEI MORTO
(THINGS TO DO IN DENVER WHEN YOU'RE DEAD)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Gary Fleder
Sceneggiatura: Scott Rosenberg
Fotografia: Elliot Davis
Scenografia: Nelson Coatesi
Montaggio: Richard Marks
Prodotto da: Cary Woods
(USA, 1995)
Durata: 110'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione home video: CECCHI GORI HOME VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Jimmy "il Santo": Andy Garcia
Il Boss: Christopher Walken
Olden "Pieces" Polymeros: Christopher Lloyd
Dagney: Gabrielle Anwar
Critical Bill: Treat Williams
Mr. Shhh: Steve Buscemi
Franchise Chyser: William Forsythe
Easy Wind: Bill Nunn
Joe Heff: Jack Warden

denver1.jpg (10765 bytes)Jimmy "il Santo" (Andy Garcia) è un ex-gangster che cerca di sbarcare il lunario con l'"Afterlife Advice", una ditta che si occupa di videoregistrare annunci di persone in fin di vita da lasciare come guida e testimonianza ai propri cari. Le sue precarie condizioni economiche lo convincono ad accettare un lavoro sporco propostogli da un importante boss di Denver (Christopher Walken). Si tratta di mettere paura ad un ragazzo e, per compiere l'impresa, Jimmy raduna un gruppo di balordi di sua conoscenza. Pieces (Christopher Lloyd) è il proiezionista di un cinema porno affetto da lebbra che, lentamente, perde pezzi dal corpo in decomposizione; Critical Bill (Treat Williams) è uno psicopatico violento che non prende a pugni nessuno da più di un anno, usando come terapia la boxe contro cadaveri prelevati direttamente dai feretri dell'impresa funebre "Carlotti"; Earl Denton (Bill Nunn) si occupa del controllo della peste, mentre Franchise Chyser (William Forsythe) è l'unico a condurre una vita normale, per quanto ai margini della società, con moglie e figli a carico. Il semplice compito diverrà un incubo dai risvolti imprevedibili e i cinque uomini dovranno lottare contro il tempo per fuggire al letale Mr.Shh (Steve Buscemi), un killer pagato per eliminarli nel modo più doloroso possibile. Sin dalla descrizione dei personaggi il lettore avrà compreso l'alto grado di ripugnanza dell'insieme che, almeno nella prima parte dell'opera, contribuisce ad avvicinare lo stile di regia di Gary Fleder a quello di un David Lynch in stato di dormiveglia. denver2.jpg (11802 bytes)Le apparenze non ingannino, "Cosa fare a Denver.." (bellissimo titolo che sintetizza brillantemente lo spirito del film) è un'opera originale, ben girata e scritta superbamente che vede la luce nelle sale italiane dopo ben due anni dall'uscita in patria. Gli accostamenti e i rimandi al noir degli anni '40, riletto secondo l'ottica moderna e spregiudicata delle grandi-piccole metropoli americane, colmeranno di gioia il cuore del cinefilo amante del genere, pur lasciando un evidente sentore di manierismo che avvicina l'opera ad un esercizio di stile tanto superbo quanto spregiudicato. Il film resta comunque un ottimo biglietto di presentazione, da cui si evince che Fleder (al suo primo lungometraggio di spessore dopo una lunga militanza nell'underground) sa girare con classe e Rosenberg (autore della sceneggiatura) scrivere con grinta e lo spettatore, da par suo, non può che attendere con interesse successive opere che confermino tali confortanti premesse.

Luigi De Angelis