CONFLITTI DEL
CUORE
(THE EVENING STAR)CAST TECNICO ARTISTICO
Sceneggiatura e Regia: Robert Harling
Fotografia: Don Burgess
Scenografia: Bruno Rubeo
Costumi: Renee Kalfus
Montaggio: David Moritz
Produttore Esecutivo: Keith Samples
Prodotto da: David Kirkpatrick
(USA 1996)
Durata: 128'
Distribuzione cinematografica: FILMAURO
Distribuzione home video: DE LAURENTIIS HOME VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Aurora Greenway: Shirley McLaine
Jerry Bruckner: Bill Paxton
Melaine Horton: Juliette Lewis
Patsy Carpenter: Miranda Richardson
Bruce: Scott Wolf
Arthur: Ben Johnson
Rosie Dunlop: Marion Ross
Tommy Horton: George Newbern
Hector: Donald Moffat
Teddy Horton: Mackenzie Astin
Garrett Breedlove: Jack Nicholson


Nell'1983 James L. Brooks, al suo debutto come regista cinematografico, con
"Voglia di tenerezza" fece incetta di Oscar aggiudicandosi, la statuetta come
miglior film, migliore regia, migliore sceneggiatura, migliore interpretazione femminile
(Shirley McLaine) e migliore attore non protagonista (Jack Nicholson). A quindici anni di
distanza, un altro regista debuttante, Robert Harling, scrive e dirige "Conflitti Del
Cuore" (The Evening Star), il secondo capitolo di questa 'soap opera' per il grande
schermo. Sono curioso di leggere le opinioni dei miei colleghi. Ho il sospetto che per un
critico italiano sia molto difficile parlare bene di un film che per struttura
drammaturgica è figlio della televisione, ma posso assicurarvi che alla proiezione per la
critica ho udito molte risate ed ho intuito più di un singhiozzo. Per quel che mi
riguarda mi sono molto divertito e mi sono commosso di fronte ad un film sicuramente
lontano dalla perfezione, ma a tratti strepitoso per scrittura e recitazione.
"Conflitti Del Cuore" (l'ennesimo titolo italiano da dimenticare) riprende la
storia di Aurora Greenway (Shirley McLaine) e della sua famiglia, quindici anni dopo la
morte di sua figlia Emma (allora interpretata da Debra Winger). Malgrado gli anni, Aurora
non è affatto cambiata. Ha cresciuto i suoi nipoti dando loro tutto quello di cui era
capace. Ma il suo modo di essere diretta fino allo sfinimento e amorevole fino al
soffocamento ha suscitato nei tre ragazzi ora adulti, uno spirito di ribellione nei
confronti della nonna la quale è ora costretta a raccogliere quello che ha seminato. Chi
per un motivo, chi per un altro, se ne sono tutti andati di casa sbattendo la porta. Così
Aurora si ritrova improvvisamente sola con la testa confusa ed il cuore afflitto. Viene
spinta dalla sua amica/domestica di sempre, Rosie, a incontrare Jerry Bruckner (Bill
Paxton), un analista giovane e aitante con il quale avrà una travagliata storia e che si
rivelerà soffrire di un serio conflitto edipico. Lotterà accanitamente contro tutto e
tutti, a volte a torto, a volte a ragione, ma sempre con le migliori intenzioni. E mentre
la sua vita volge alla fine, i conflitti si appianano, le diaspore si sciolgono: Aurora
arriva alla consapevolezza che l'unico valore importante è il ricordo che lasciamo nelle
persone che abbiamo amato.
Qualche lungaggine di troppo, qualche lacrima superflua non scalfiscono il valore di
questa bella sceneggiatura incentrata tutta sulle dinamiche relazionali dei personaggi. Su
tutti la figura di Aurora che esprime una vitalità straordinaria ed è realmente
tridimensionale. Ma è Shirley McLaine con il suo carattere dirompente, con la sua
assoluta sincerità, e la grande ironia che la contraddistingue a far sembrare Aurora
così reale fino a farci sospettare che la vedremo uscire in carne ed ossa dallo schermo.
Il mio entusiasmo va comunque mediato. E' chiaro che per apprezzare questo film bisogna
avere delle simpatie per questo genere un po' pasticcione, dove la commedia si alterna al
melodramma secondo un dosaggio che, mi rendo conto, è per molti europei distante nel
linguaggio quanto geograficamente è lontana l'America. Uomo avvisato mezzo salvato...