Tempi Moderni

I film del 1997


LA CLASSE NON E' ACQUA

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Cecilia Calvi
Soggetto e Sceneggiatura: Cecilia Calvi e Luca Manfredi
Fotografia: Luca Santini
Scenografia: Stefano Pica, Carlo Serafin
Costumi: Nicoletta Taranta
Montaggio: Valentina Migliaccio
Musica: Paolo Calvi
Prodotto da: Monica Venturini per
Dania Film - C.R.C. - Filmes International
in collaborazione con Mediaset
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: WARNER BROS

PERSONAGGI E INTERPRETI

Marinelli: Roberto Citran
Rizzuti: Valerio Mastrandrea
Anna: Barbara Livi
Marco: Edoardo Leo
Tersili: Antonio Catania
Dottoressa: Alessandra Acciai
S.ra Scortichini: Paola Tiziana Cruciani
Don Santi: Stefano Masciarelli
Preside: Luigi Petrucci

classe1.jpg (11172 bytes)Il professor Guido Marinelli, tornato in Italia dopo molti anni di insegnamento all'estero, incontra una ragazza che gli affida una borsa con un neonato; derubato della sua cattedra, si incatena davanti al ministero per riaverla; ottenutala, e' costretto a far fronte ad una classe di teppisti, all'invidia di alcuni colleghi ed alle proposte insistite di altri. Ai problemi quotidiani si aggiungono un'evasione dal carcere causata dai propri studenti e, pena non lieve, ma gratificante, l'amore che comincia a provare per la dottoressa che si occupa del neonato.
Un concentrato di storie, sempre alla ricerca del lieto fine, che sarebbe stato sufficiente per una dozzina di puntate di quel vecchio successo televisivo che furono "I ragazzi della terza C". Un mucchio di temi forti, alcuni fugaci, altri approfonditi in maniera assai smielata, ma non priva di una notevole sensibilita' di fondo, che vanno ad ampliare ulteriormente il cospicuo reparto scolastico nel grande deposito del cinema. Il pericolo maggiore per un film di successo, d'altronde, e' quello di essere destinato ad avere un'infinita' di seguiti; il pericolo maggiore per la critica consiste invece nel risolvere con troppa fretta la questione: con un'ottica simile non si sarebbero potuti avere i generi, il western, la fantascienza, l'orrore, amati e venerati da milioni di spettatori. Cosi' la scuola stessa si puo' considerare ormai un genere, o, comunque, un terreno molto fertile per il cinema. Il film omonimo di Daniele Luchetti costituisce certamente in Italia un precedente ingombrante, per fattura e per successo di pubblico. Ma e' sempre possibile compiere un onesto lavoro di artigianato, senza doversi sentire in colpa per quello che, a ben vedere, non e' un plagio. Infatti, gia' "Io speriamo che me la cavo" aveva trattato, ancora prima, un tema simile in un modo simile, e, ad andare ancora piu' indietro, incontriamo un capostipite ancor piu' illustre, "Terza liceo" di Emmer, il quale, a sua volta, aveva alle spalle, vecchio di altri 20 anni, la "Seconda B" di Alessandrini. E se il tema dell'insegnante buono, in un mondo di corrotti, cacciato e rimpianto, sembra preso pari pari da "L'attimo fuggente", il finale esaltato di questo stesso film era a sua volta figlio piu' o meno legittimo dei battimani dei carcerati in "Brubaker". Insomma, e' necessaria un'analisi obiettiva che sappia prescindere dalle contaminazioni culturali che ogni film obbligatoriamente possiede. Cosi' in una storia piuttosto leggera come questa, considerata eccessivamente "buonista", e mal supportata da una colonna sonora non proprio riuscita, sono molte le cose graziose e non mancano i momenti divertenti. Nella molteplicita' delle vicende, talvolta accatastate senza troppo ordine, il film vive una costante crescita, sulla scorta dell'ottima prova di Roberto Citran, dall'eccezionale ma misurata fertilita' espressiva, e di quella altalenante dei ragazzi, che pero', poco alla volta, s'iniziano a conoscere e cui si finisce per abituarsi. Molte cose, probabilmente, potevano essere eliminate, compreso il finale da barricata, ma la semplicita' del prodotto, destinato ad un vasto pubblico senza troppe pretese, sorpassa di gran lunga operazioni svolte con gli stessi intenti, ma senza la stessa onesta'.

Marco Medelin

INTERVISTA AGLI AUTORI A cura di Marco Medelin