UNO SGUARDO DAL CIELO
(THE PREACHER'S WIFE)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Penny Marshall
Sceneggiatura: Nat Mauldin e Allan Scott
Fotografia: Miroslav Ondricek, A.S.C.
Musica: Hans Zimmer
Scenografia: Bill Groom
Montaggio: Stephen A. Rotter e George Bowers, A.C.E.
Prodotto da: Samuel Goldwin, Jr.
(USA, 1996)
Durata: 124'
Distribuzione cinematografica: COLUMBIA
PERSONAGGI E INTERPRETI
Dudley: Denzel Washington
Julia Biggs: Whitney Houston
Henry Biggs: Courtney B. Vance
Joe Hamilton: Gregory Hines
Marguerite Coleman: Jennifer Lewis
Beverly: Loretta Devine
Jeremiah Biggs: Justin Pierre Edmund
Britsloe: Lionel Richie
Saul Jeffreys: Paul Bates
Billy Eldridge: Willie James Stiggers, Jr.

Commedia natalizia intrisa di sentimentalismo e buoni sentimenti
(giova anche ricordare che si tratta del un remake di un film diretto da Henry Koster nel
1947 con Cary Grant e David Niven), "Uno Sguardo dal Cielo" si inserisce di
diritto in quella folta schiera di opere pensate per un periodo dell'anno, più che per un
pubblico ben preciso e che, di conseguenza, perdono di interesse e significato al di fuori
di certe predeterminate atmosfere. Non si capisce, a tale proposito, come mai la Columbia
abbia deciso di distribuire il film solo adesso, cosa che di certo lo penalizzerà
sensibilmente. La storia è comunque accattivante (quest'anno sembrano avere molto
successo gli angeli malandrini, vedi il recente "Michael") e l'accenno ad una
improbabile quanto platonica storia d'amore fra l'angelo e Julia contribuisce ad
umanizzare il "messaggero divino" avvicinandolo maggiormente alle simpatie del
pubblico. Dove il film fallisce è nella rappresentazione dei personaggi, tutti talmente
buoni da risultare stucchevoli e impegnati ad aiutare il mondo, a fare qualcosa per il
prossimo senza chiedere mai nulla in cambio se non la grazia di Dio; insomma, troppo poco
"umani".
Persino
il cattivo di turno (interpretato dal bravo Gregory Hines) non è poi così malvagio. In
fondo il suo unico crimine è quello di voler abbattere la decadente chiesa del pastore
per costruirne una nuova, supermoderna ed accessoriata, con lo stesso Briggs a predicare
la parola del Signore. Infine, l'umanità di quest'angelo belloccio e stravagante si
prestava a ben altre situazioni, in una vasta gamma che va dal ridicolo al drammatico, ma
gli autori hanno privilegiato l'aspetto religioso della storia costruendo una sorta di
virtuale inno alla cristianità che, fra i molti difetti, ha anche quello di essere privo
di mordente.
Bravi gli interpreti tutti, compresa Whitney Houston alla quale, come prevedibile, sono
affidati più pezzi musicali che battute. Se andrete al cinema principalmente per
ascoltarla in intense interpretazioni gospel non rimarrete delusi, altrimenti aspettate
che il film esca in videocassetta per vederlo, con tutta la famiglia riunita, la sera del
Natale prossimo venturo.