Tempi Moderni

I film del 1997


CAMERE DA LETTO

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Simona Izzo
Soggetto: Simona Izzo, Graziano Diana
Sceneggiatura: Simona Izzo, Graziano Diana, Giuseppe Manfridi
Fotografia: Alessio Gelsini Torresi
Scenografia: Mariangela Capuano
Costumi: Francesco Panni
Montaggio: Carla Simoncelli
Musica: Nicola Piovani
Prodotto da: Vittorio e Rita Cecchi Gori
(Italia, 1997)
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione home video: CECCHI GORI HOME VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Dario: Diego Abatantuono
Maddalena: Maria Grazia Cucinotta
Fabrizio: Ricky Tognazzi
Sandro: Giobbe Covatta
Tatiana: Giuppy Izzo
Favoriti: Giuseppe Manfridi

letto1.jpg (12929 bytes)Ci sono due valide ragioni per non parlar troppo male di "Camere da letto": la prima è che, considerata l'uscita pasquale, non è bello scendere sul piano personale; la seconda è che, se se ne parla troppo male, qualcuno poi potrebbe incuriosirsi ed andare a vederlo. Tuttavia non si può tacere che queste migliaia di metri di pellicola impressionata rappresentano una vergogna per chiunque vive, anche ai margini, nel mondo del cinema. Una vergogna per le migliaia di persone che non riescono a lavorare e che avrebbero il diritto di avere il loro nome sopra una locandina, di comparire sui giornali, di far vedere al mondo quanto valgono. Una vergogna per tutto il cinema del passato, saccheggiato e compromesso senza ritegno. Ma, dal momento che abbiamo promesso di non essere troppo severi, passiamo a una descrizione oggettiva di ciò che racconta questo film.
Quattro coppie sono alle prese ognuna coi propri problemi, unite tutte da vincoli familiari quanto basta perché non si tratti di quattro episodi separati: due attori sull'orlo del divorzio, che hanno tempo per un'effimera riconciliazione; un matrimonio che rischia di non farsi per colpa della fretta, dei disagi e di un divorzio non risolto; un avaro ossessivo che si svena per amore e due pischelli alle prese con la prima volta. letto2.jpg (14674 bytes)Pruriti insistenti che vorrebbero stuzzicare lo spettatore, ma che, fortunatamente, considerato lo stato fisico di alcuni attori, si limitano sullo schermo ad allusioni grossolane e compiaciute volgarita'. Interpretazioni d'emergenza che, fatta eccezione per alcuni malcapitati, sono state risolte rimanendo in famiglia: la regista ed il marito, regista anche lui in altre circostanze, impegnati in un duetto per cui difficilmente si sarebbero trovati altri attori disponibili; il figlio della regista che speriamo, toltosi lo sfizio, si incominci a cercare un lavoro; la sorella della regista, nota per essere stata in passato la voce italiana di Candy Candy, personaggio, quello, di ben altro spessore. In mezzo a questa officina laboriosa, l'imbarazzante presenza di Diego Abatantuono e il temerario debutto di Giobbe Covatta, di cui, perlomeno, rispettiamo la voglia di denaro, perché sappiamo che è tra i pochi a non tenerselo tutto per sé. Quanto ai bambini, una volta per tutte ne rivendichiamo il diritto a non essere strumento delle meschinità degli adulti, che, completamente al di fuori del loro mondo, li costringono a parlare come vuole il loro meschino orizzonte. Chiusura d'obbligo per Nicola Piovani, che nei titoli di testa delle migliaia di metri di pellicola impressionata, è stato eternato "M", come si usava tanti anni fa. Lui, il Maestro, ancora più di tutti gli altri, di lavorare per questa roba, non aveva proprio bisogno.

Marco Medelin