BUGIARDO
BUGIARDO
(LIAR LIAR)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Tom Shadyac
Sceneggiatura: Paul Guay, Stephen Mazur
Fotografia: Russell Boyd, A.C.S.
Scenografia: Linda DeScenna
Montaggio: Don Zimmerman, A.C.E.
Musica: John Debney
Prodotto da: Brian Grazer
(USA, 1997)
Durata: 87'
Distribuzione cinematografica: U.I.P.
Distribuzione home video: CIC VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Fletcher Reede: Jim Carrey
Audrey Reede: Maura Tierney
Max Reede: Justin Cooper
Jerry: Cary Elwes
Greta: Anne Haney
Samantha Cole: Jennifer Tilly
Miranda: Amanda Donohoe
Giudice Marshall Stevens: Jason Bernard
Dana Appleton: Swoosie Kurtz
Mr.Allan: Mitchell Ryan
Kenneth Falk: Chip Mayer
Richard Cole: Eric Pierpoint
L'avvocato
Fletcher Reede (Jim Carrey) è un bugiardo incallito, nella vita e sul lavoro. L'unico
punto fermo nella sua vita di menzogne, è il piccolo figlio Max, con il quale ha uno
splendido rapporto basato sullo scherzo e l'amicizia, funestato, talvolta, dalla sua
predisposizione ad ingannare la gente. Max, che vive con la moglie separata di Reede, il
giorno del suo decimo compleanno esprime il desiderio che il padre non racconti bugie per
un giorno intero. Il desiderio si avvera e per l'avvocato si prospetta una giornata
realmente tragica, durante la quale dovrà difendere una cliente iper-sessuata (la
conturbante Jennifer Tilly) che, pur avendo tradito diverse volte il marito senza alcun
motivo, richiede al giudice il divorzio con l'assegnazione del 50 per cento dei beni del
poveretto.
Il
film diretto da Tom Shadyac ("Ace Ventura") ha due anime ben distinte: quella
esplosiva, irriverente e volgarotta di Carrey, e quella tradizionale e lacrimevole del
rapporto con il bambino, cui sono affidati dei siparietti melodrammatici totalmente
inutili nell'economia della narrazione. Il principale limite dei film con (anche se
sarebbe più corretto definirli di) Jim Carrey è costituito dalla straripante
presenza del comico che, se non arginata in limiti più consoni al contesto generale,
finisce irrimediabilmente col sacrificare spunti interessanti in favore dell'esibizione
scriteriata del vulcanico corpo-attore (sia detto in modo definitivo: Carrey non è
l'erede di Jerry Lewis, del quale riproduce solo smorfie e contorcimenti, cambiando però
l'origine di outsider del modello di riferimento a causa della sua incontenibile vanità
di protagonista). Il film, in ogni caso, riesce a divertire in più di un'occasione, anche
se della trama (che pur si prestava a brillanti soluzioni) non rimangono che poche
situazioni costruite sull'eccesso che nascondono brillantemente la vacuità dell'insieme.
I fan di Carrey probabilmente non rimarranno delusi da "Bugiardo Bugiardo", ma
è ancora lontana l'opera in grado di consacrare definitivamente il lavoro del comico
americano.