L'AMORE HA
DUE FACCE
(THE MIRROR HAS TWO FACES) CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Barbra Streisand
Soggetto e sceneggiatura: Richard LaGravenese
Fotografia: Dante Spinotti, Andrzej Bartkowiak
Scenografie: Tom John
Costumi: Theoni V. Aldredge
Musica: Marvin Hamlisch
Montaggio: Jeff Werner
Prodotto da: Barbra Streisand, Arnon Milchan
(Usa, 1996)
Durata: 126'
Distribuzione cinematografica: COLUMBIA
Distribuzione home video: COLUMBIA HOME VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Rose: Barbra Streisand
Gregory: Jeff Bridges
Hannah: Lauren Bacall
Henry: George Segal
Claire: Mimi Rogers
Alex: Pierce Brosnan
Doris: Brenda Vaccaro

Rose, docente di "letteratura romantica" alla Columbia
University, si è ormai da tempo rassegnata al fatto che nella propria vita l'amore inteso
come passione mai farà il suo ingresso; Gregory, che insegna matematica nel medesimo
ateneo, è invece reduce da una serie di tormentate relazioni ed è quindi alla ricerca di
un rapporto privo di sesso, fondato sull'amicizia e sul rispetto.
Attraverso un annuncio, i due si conoscono, iniziano a frequentarsi, scoprono di esser
fatti l'uno per l'altra, decidono addirittura di sposarsi: sempre, però, con l'impegno di
tener tutto sopra un piano rigorosamente platonico ed intellettuale...
"La vicenda non riflette un problema vivo, ma appare piuttosto una finzione
letteraria e romanzesca "così, con sbrigativa quanto efficace perentorietà, il
Centro Cattolico Cinematografico liquidava nel 1958 "Lo specchio a due facce" di
André Cayatte, del quale questa ultima fatica registica della Streisand costituisce
innecessario e melenso remake. Citiamo quell'antico giudizio perché - a scorno delle
modifiche apportate alla trama, decisamente virata verso i lidi della commedia -
perfettamente s'attaglia anche alla versione d'oggidì: verbosa e lambiccata, goffa nello
svolgimento e pedestre nell'impaginazione, la storia risulta decisamente campata in aria,
ed impastata per soprammercato di misandria d'accatto come di veteropsicologismi
prewilliamsiani. Miss Barbra bamboleggia fastidiosamente, Bridges e gli altri annaspano
alle prese con personaggi inesistenti, latita la sceneggiatura: com'è brutto, il cinema,
quand'è brutto.