Tempi Moderni

I film del 1997


AMERICAN BUFFALO

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Michael Corrente
Soggetto: dal dramma omonimo di David Mamet
Sceneggiatura: David Mamet
Prodotto da: Gregory Mosher
(USA, 1996)
Durata: 90'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione homevideo: CECCHI GORI HOME VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Teach: Dustin Hoffman
Don: Dennis Franz
Bobby: Sean Nelson

 

america1.jpg (12727 bytes)Tratto da un dramma per il teatro di David Mamet e realizzato da Michael Corrente "American buffalo" è la storia di come si possa perpetrare un tradimento a dispetto della propria volontà o buona coscienza. Ambientato tutto nel disordinato emporio di Don, il film parte con una chiosa morale tipica di Mamet: "le cose non sono mai come possono sembrare", dice Teach, sorta di diavoletto che si insinua capriccioso nelle orecchie di Don per condurlo là dove questi, in apparenza, non crederebbe mai. Vi è che insieme al giovane amico Bobby, Don sta preparando un colpo ai danni di un collezionista di monete antiche. Una cosa da poveracci, naturalmente, e tale è anche Teach che cerca di soffiare il posto al più giovane e ingenuo Bobby. america2.jpg (11973 bytes)La drammaturgia di Mamet si incarica di spogliare i suoi personaggi di dignità, e ce li tira via con apparente lentezza ma con un fare incalzante, un compromesso dietro l'altro fino a che la serie di piccole meschinerie non precipiti la situazione sull'orlo dell'irrecuperabile, a un passo dalla catarsi della catastrofe. Le azioni, pur minime e comunque gravide di conseguenze, scappano via dal controllo grazie anche ad un minimo impercettibile gesto, così come nell'emporio di Don tutto sembra reggersi su un equilibrio invero precario. La regia di Corrente, onestamente al servizio del dramma, con i mezzi di cui dispone, è attenta ad intensificare il testo, a nevrotizzarlo con l'attenzione al dettaglio, la levitazione del tempo, le qualità cromatiche. Il ritratto dell'America dalla coscienza sporca funziona così come, impeccabilmente, gli attori si dividono la scena; la sensazione è di un forte controllo, di una registrazione precisa dei meccanismi, ma anche di una limitatezza di scelte e di trovate, di una compostezza senza molto sentimento, un'economia a volte troppo avara.

Alfonso Iuliano