AIR FORCE ONECAST
TECNICO ARTISTICO
Regia: Wolfgang Petersen
Sceneggiatura: Andrew W. Marlowe
Fotografia: Michael Ballhaus
Costumi: Erica Edell Phillips
Montaggio: Richard Francis-Bruce
Musica: Jerry Goldsmith
Prodotto da: Armyan Bernstein, Wolfgang Petersen,
Gail Katz, Jon Shestack
(USA, 1997)
Durata: 123'
Distribuzione cinematografica: BUENA VISTA
Distribuzione home video: BUENA VISTA
PERSONAGGI E INTERPRETI
Presidente James Marshall: Harrison Ford
Korshunov: Gary Oldman
Vice Presidente Bennett: Glenn Close
First Lady Grace Marshall: Wendy Crewson
Alice Marshall: Liesel Matthews

L'aereo
presidenziale Air Force One viene dirottato da un gruppo di terroristi russi fedelissimi
al Generale Radek, un dittatore corrotto e violento del quale essi chiedono la liberazione
in cambio della vita per gli ostaggi: tra questi ultimi, anche la moglie e la figlioletta
dell'inquilino della Casa Bianca.
Fingendo di esser riuscito a fuggire, il presidente James Marshall - noto per la sua
fermezza e determinazione nel non scendere mai a patti con criminali di tal fatta -
riesce, con astuzia e determinazione, ad aver infine ragione dei suddetti ed a salvare le
vite dei suoi e di molti altri.
Qualcuno ricorda il primo "Die hard" (in Italia apparso con il titolo
"Trappola di cristallo") di John Mc Tiernan, in cui il superpoliziotto Bruce
Willis riusciva a mandare all'aria i piani di alcuni organizzatissimi delinquenti
rinserratisi all'interno di un grattacielo senza sapere di avere un imprevisto nemico in
libertà per i corridoi?
Pellicola basilare (lo si è già ricordato di recente parlando di "Con Air")
nel cinema statunitense degli ultimi anni, essa è stata rifatta - a parte i due seguiti
"ufficiali", in verità assai deludenti - innumerevoli volte in versioni
apocrife: "Air Force One" rientra a pieno titolo nel numero, con la
differenza che ogni originalità è andata ormai perduta e perdipiù qui latita una
qualsivoglia forma di credibilità.
In questo film, infatti, Ford-Marshall si esibisce in numeri ginnico forzuti più adatti a
Rambo che ad un uomo politico, lasciando interdetti gli spettatori e perplesso l'attore
medesimo; meglio, sicuramente, il personaggio interpretato con bravura da Gary Oldman,
maggiormente credibile ed umano pur nella sua ferocia. Infine, gran ritmo, discreta
tensione, validi effetti speciali: tutte cose belle ed utili, ma che da sole non bastano a
fare un buon film.