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L'AGGUATO
(GHOSTS FROM THE PAST)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Rob Reiner
Sceneggiatura: Lewis Colick
Fotografia: John Seale
Scenografia: Lilly Kilvert
Montaggio: Robert Leighton
Musica: Marc Shaiman
Prodotto da: Rob Reiner
(USA, 1997)
Durata: 123'
Distribuzione cinematografica: MEDUSA
PERSONAGGI E INTERPRETI
Bobby DeLaughter: Alec Baldwin
Myrlie Evers: Whoopi Goldberg
Byron De La Beckwith: James Woods
Ed Peters: Craig T. Nelson
Peggy Lloyd: Susanna Thompson
Burt DeLaughter: Lucas Black
Drew DeLaughter: Joseph Tello
Claire DeLaughter: Alexa Vega
Charlie Crisco: William H. Macy
Benny Bennett: Lloyd "Benny" Bennett
Dixie DeLaughter: Virginia Madsen
Caroline Moore: Diane Ladd

"L'Agguato" narra la vera storia
del processo a carico di Byron De La Beckwith (James Woods), un bianco razzista
giustamente accusato (e per due volte scagionato) nel 1963 dell'omicidio del nero Medgar
Evers, primo segretario sul campo dell'Associazione Nazionale per l'Avanzamento della
Gente di Colore (NAACP) nello stato del Mississippi. A dirigere questa piccola ma
importante pagina di (ir)realtà americana è stato chiamato Rob Reiner, il Frank Capra
del 2000, il cui stile narrativo placido e rigoroso ben si adatta alla messa in scena di
storie di ordinaria umanità e giustizia (basti ricordare i suoi due film "Il
Presidente" e "Codice D'onore").
Purtroppo il risultato finale è accostabile più al film-documentario di stampo
televisivo, che ad un dramma di epiche proporzioni interiori, con una precisione quasi
millimetrica nello svolgimento degli eventi che non concede nulla all'aspetto drammatico e
spettacolare della vicenda, sacrificando alcune scene madri (come quella della deposizione
di De La Beckwith durante il terzo processo, in realtà mai avvenuta ma essenziale per la
riuscita del film a livello emotivo) a favore di un realismo tanto ineccepibile quanto
pedante.
Reiner è uno di quei registi capaci di trarre il meglio e l'essenziale
da ogni attore, così anche l'inespressivo Alec Baldwin si guadagna la stima del pubblico
cinefilo, affiancato da una sempre grande Whoopi Goldberg nel ruolo della battagliera
vedova Evers e da uno straordinario James Woods (candidato al premio Oscar),
insopportabile concentrato di odio e atteggiamenti odiosi a cui vengono concessi pochi ma
preziosi momenti di recitazione d'alta classe (purtroppo penalizzati da un doppiaggio
italiano approssimativo che, nel disperato tentativo di riprodurre il caratteristico
accento cantilenante del Sud degli USA, affida alla voce italiana dell'attore
improponibili e improbabili cadenze vocali). La morale del film è carica di amarezza e
sottolinea, in maniera rassegnata e priva di enfasi, come si possano cambiare le leggi e
lo stato delle cose, ma non la testa della gente; ed è questo pessimismo così distante
dagli umori e dall'ottimismo americano, a segnare l'unico momento di originalità in una
storia già vista e raccontata altrove con ben diversa ispirazione ed arte.
Luigi
De Angelis |