Tempi Moderni

I film del 1997


DUE PADRI DI TROPPO
(FATHER'S DAY)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Ivan Reitman
Sceneggiatura: Lowell Ganz e Babaloo Mandel
Fotografia: Stephen H. Burum, A.C.S.
Scenografia: Thomas Sanders
Montaggio: Sheldon Kahn, A.C.E. eWendy Greene Bricmont, A.C.E.
Musica: James Newton Howard
Prodotto da: Joel Silver e Ivan Reitman
(USA, 1997)
Durata: 99'
Distribuzione cinematografica: WARNER BROS
Distribuzione homevideo: WARNER HOME VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Dale Puttley: Robin Williams
Jack Lawrence: Billy Cristal
Carrie Lawrence: Julia Louis-Dreyfus
Colette Andrews: Nastassja Kinski
Scott Andrews: Charlie Hofheimer
Bob Andrews: Bruce Greenwood
Calvin: Dennis Burkley
Nikki: Haylie Johnson
Russ Trainor: Charles Rocket
Shirley Trainor: Patty D'Arbanville

 

due.jpg (7153 bytes)Jack (Billy Cristal) è un noto avvocato di Los Angeles, dall'aria apparentemente mite ma, in realtà, spietato e cinico come si addice alla sua professione; Dale (Robin Williams) è uno scrittore senza successo afflitto da mille nevrosi e incline al suicidio che vive a San Francisco. I due uomini hanno entrambi avuto una relazione, ai tempi del liceo, con l'avvenente Colette Andrews (Nastassja Kinski). La donna, oggi regolarmente sposata, ha un figlio diciassettenne di nome Scott che è scappato di casa e lei, disperata, chiede l'aiuto di entrambi per ritrovarlo, dicendo ad ognuno che il ragazzo è nato da quella lontana relazione. I due presunti padri, incontratisi casualmente, uniranno le loro forze per rintracciare il ragazzo scomparso, dando vita ad una coppia decisamente fuori da ogni schema. Ivan Reitman, regista e produttore di successo votato alla commedia familiare, firma questo remake del film francese "Les compéres" diretto da Francis Veber. Purtroppo le idee originali latitano e l'intero film si regge sulla performance, come al solito ottima, dell'eccentrico Robin Williams qui affiancato da un Billy Cristal leggermente sotto tono (e chi non lo sarebbe accanto ad un vero e proprio vulcano come Williams). I momenti divertenti non mancano e, come nella tradizione della commedia francese moderna, spesso sono basati su equivoci e situazioni riguardanti il sesso. Lo spirito scarmigliato e disinvolto degli autori d'oltralpe è rispettato con certosina precisione, ma le evidenti differenze culturali e sociali del cinema USA danno infine luogo ad uno scialbo clone di gusto spesso dubbio. Se il fenomeno sempre più diffuso del remake (meglio se di un misconosciuto film europeo) è indicativo di una cronica crisi creativa, questo film, in cui l'unica cosa veramente originale è una canzone inedita di Paul McCartney, ne è la prova lampante, in quanto dimostra il netto declino di una filmografia commerciale (quella americana) un tempo ideatrice e promotrice di progetti di ben altra caratura. Provaci ancora, Ivan.

Luigi De Angelis