Tempi Moderni

I film del 1997


DUE GIORNI SENZA RESPIRO
(TWO DAYS IN THE VALLEY)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: John Herzfeld
Sceneggiatura: John Herzfeld
Fotografia: Oliver Wood
Scenografia: Catherine Hardwicke
Montaggio: Jim Miller & Wayne Wahrman
Musica: Anthony Marinelli
Prodotto da: Jeff Wald & Herb Nanas
(USA, 1997)
Durata: 95'
Distribuzione cinematografica: COLUMBIA TRISTAR
Distribuzione home video:COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Dosmo: Danny Aiello
Allan: Greg Cruttwell
Alvin: Jeff Daniels
Becky Foxx: Teri Hatcher
Susan: Glenne Headly
Roy: Peter Horton
Audrey: Marsha Mason
Teddy Peppers: Paul Mazursky
Lee: James Spader
Wes: Eric Stoltz
Helga: Charlize Theron

 

due1.jpg (13576 bytes)La trama di "Due giorni senza respiro" è particolarmente complessa: la sceneggiatura, infatti, inizia col mostrarci una lunga parata di personaggi dediti ad azioni apparentemente inspiegabili in contesti oscuri, procedendo per progressiva accumulazione d'informazioni che, alla fine, faranno combaciare tutti i tasselli e incontrare, più o meno casualmente, tutti i personaggi.
Raccontare la storia del film, anche per sommi capi, è virtualmente impossibile (a causa dello spazio relativamente ristretto di una recensione), lo si può comunque descrivere come un misto di noir, poliziesco e humor. La tecnica narrativa usata da John Herzfeld, regista e sceneggiatore dell'opera, è sicuramente ben nota agli amanti del genere e il primo paragone che nasce spontaneo è con Tarantino. Ciò che danneggia il film è la cattiva manipolazione degli stereotipi e l'intrusione, sempre indiscreta, di suggestioni morali totalmente estranee allo spirito del racconto. Buone, nel complesso, le prestazioni degli interpreti, con in testa il simpatico Danny Aiello nel ruolo di un pizzaiolo italiano divenuto casualmente (e con non troppa convinzione) killer. In definitiva, potremmo descrivere "Due giorni senza respiro" come un "Pulp Fiction" in difetto di stile, con poche idee originali e qualche efficace intermezzo erotico, inutile alla narrazione ma provvidenziale per lo spettatore colto da improvvisa sonnolenza.

Luigi De Angelis