Tempi Moderni

I film del 1997


LA CARICA DEI 101
(101 DALMATIANS)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Stephen Herek
Sceneggiatura: John Hughes
Fotografia: Adrian Biddle, A.S.C.
Musica: Michael Kamen
Scenografia: Assheton Gordon
Montaggio: Trudy Ship
Prodotto da: Joh  Hughes e Ricardo Mestres
(USA, 1996)
Durata: 110'
Distribuzione cinematografica: BUENA VISTA
Distribuzione home video: BUENA VISTA

PERSONAGGI E INTERPRETI

Crudelia DeMon: Glenn Close
Rudy: Jeff Daniels
Anita: Joely Richardson
NiIlla: Joan Plowright
Gaspare: Hugh Laurie
Orazio: Mark Williams
Scorticon: John Shrapnel

carica.jpg (14131 bytes)Remake "dal vero" del celebre classico Disney, "La Carica dei 101" ripropone con asettica naturalezza personaggi, trame e inquadrature del modello originale. Alcune cose, ad onor del vero, sono state concesse al mutamento dei tempi: in primo luogo il protagonista maschile (interpretato da Jeff Daniels) che, da compositore di canzonette Jazz è diventato un più moderno programmatore di videogiochi (professione che fornisce anche il pretesto per citare, nel finale, il film originale a cartoni animati); di poi è molto più marcato e insistito il messaggio animalista, già evidente negli anni '60, ma ora sottolineato con maggiore enfasi. Quel che resta è pura apparenza che non mancherà di indispettire ed annoiare gli estimatori della tradizione Disney. Questo film non sarà, infatti, ricordato per la stolidità dei suoi interpreti canini, né per l'ordinarietà dei loro "compagni umani", semmai per l'eccellente recitazione di una Glenn Close in stato di grazia, capace di dar vita alla perfida Crudelia DeMon con stile e consumata classe d'interprete d'alta scuola. L'attrice si muove fra splendide e coloratissime scenografie (opera di Assheton Gordon) e, con la sua interpretazione autoritaria e carismatica (nonché dai marcati connotati lesbo), costituisce l'unico punto di forza e di interesse in quest'astuta operazione di marketing. Grazie al suo talento, infatti, riusciamo persino ad apprezzare delle gags meccaniche e prevedibili, costruite senza la minima fantasia sui ritriti modelli dello slapstick più commerciale. Un cattivo da odiare (o, come sentenzia il dodicenne esperto di videogiochi che nel film condiziona le scelte di una grande compagnia, da "annientare") che rappresenta la differenza fra un live-cartoon mal riuscito e un'opera cinematografica. Se avete dei figli in tenera età risparmiategli questo film e mostrategli, invece, la videocassetta dell'originale.

Luigi De Angelis