Tempi Moderni

I film del 1996


A WONG FOO, GRAZIE DI TUTTO! JULIE NEWMAR
(TO WONG FOO, THANKS FOR EVERYTHING! JULIE NEWMAR)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Beeban Kidron
Sceneggiatura: Douglas Carter Beane
Fotografia: Steve Mason, A.C.S.
Musica: Rachel Portman
Scenografia: Kenny Ortega
Montaggio: Andrew Mondshein
Prodotto da: G.Mac Brown
(USA, 1996)
Durata:108'
Distribuzione cinematografica: U.I.P.
Distribuzione home video: CIC VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Vida Boheme: Patrick Swayze
Noxeema: Wesley Snipes
Chi Chi: John Leguizamo
Carol Ann: Stockard Channing
Beatrice: Blythe Danner
Virgil: Arliss Howard
Bobby Ray: Jason London
Sceriffo Dollard: Chris Penn
Merna: Melinda Dillon
RuPaul: RuPAul
Julie Newmar: Julie Newmar

wong1.jpg (16236 bytes)Per prima cosa ritengo necessario spiegare ai lettori alcune fondamentali differenze "sociologiche" che li aiuteranno a meglio de-codificare il film.
I Gay sono uomini che amano altri uomini, semplicemente. A volte si sentono donne racchiuse in un corpo maschile, quindi indossano abiti femminili per avvicinarsi al loro vero io, diventando dei travestiti. Se, infine, il loro disorientamento è molto grande, ricorrono alla chirurgia, cambiando definitivamente il proprio sesso e divenendo, così, dei transessuali. Le Drag Queen, invece, sono degli individui assolutamente singolari che non intendono rinunciare alle loro caratteristiche maschili, senza per questo dover reprimere le proprie tendenze omosessuali che li/le portano ad identificarsi con una figura femminile. I protagonisti del film sono delle Drag Queen. Non ci fanno, non sono mascherati tipo Jack Lemmon nel capolavoro di Billy Wilder "A qualcuno piace caldo", sono, naturalmente ai fini della storia, delle Drag Queen convinte e, spesso, convincenti. Piuttosto, un paragone filmico è lecito farlo con il piccolo ed ironico cult "Priscilla, la regina del deserto", di cui "A Wong Foo..." sembra quasi un remake. Difficile salvare qualcosa in questo coloratissimo guazzabuglio camp, anche perché la regia dell'incolore Beeban Kidron (di cui il pubblico forse ricorderà l'altrettanto deludente "La vedova americana" con Mastroianni e Shirley MacLaine) non aiuta certo lo spettatore a districarsi nell'aggressivo groviglio di battute e doppi sensi. Il clima da commedia ilare rende inoltre inutili e scontate le numerose sperequazioni dell'autrice in merito al non-significato della parola "diversità". Viene da chiedersi cosa sarebbe divenuto questo film in mano ad un mentore assoluto dell'underground trash come John Waters, ipotesi improponibile dato l'evidente taglio commerciale imposto dalla produzione all'intero progetto. L'interpretazione dei tre protagonisti eleva il livello dell'opera, Patrick Swayze, John Leguizamo e Wesley Snipes (il meno credibile del terzetto) hanno messo in discussione la propria immagine virile con sagace ironia, restituendo un ritratto credibile delle Drag Queen, anche se il manierismo insito nella trama spesso vanifica i loro sforzi interpretativi.
wong2.jpg (15066 bytes)La storia del film, della quale farò cenno per rigore di cronaca, vede le tre eccentriche "signore" in viaggio verso Hollywood, per partecipare ad una sorta di concorso di bellezza per travestiti. Costrette ad una sosta presso una sperduta cittadina di frontiera, le tre riusciranno a dare nuova vitalità al piccolo paese, portando un po' di colore ed allegria. Il titolo del film deriva da una foto autografa di Julie Newmar (cantante, ballerina e attrice degli anni '50) che le tre eroine tengono come portafortuna, dopo averla furtivamente sottratta da un bar per gente "speciale" (sembra che la Newmar sia molto apprezzata da tutti gli amanti del travestitismo per via del suo fisico androgino ma, allo stesso tempo, stranamente femminile). Julie Newmar è anche presente in un breve, triste cameo, mentre incorona alla fine del film la vincitrice del concorso. Infine, ad elevare il grado di credibilità e realismo dell'opera sono presenti numerosissime Drag Queen più o meno conosciute a livello internazionale, fra cui RuPaul, cantante e ballerina en travesti fra le più famose del momento.

Luigi De Angelis