I VIRTUALICAST
TECNICO ARTISTICO
Regia: Luca e Marco Mazzieri
Soggetto: Marco Mazzieri
Fotografia: Gino Sgreva
Montaggio: Carlo Fontana
Musiche: Roberto Bonati
Produzione: Luca Mazzieri per SET 22
Durata: 75'
(Italia, 1996)
PERSONAGGI E INTERPRETI
Marco: Luca Mazzieri
Andrea: Luca Mazzieri
Joe: Rocco Papaleo
La ragazza: Stefania Rocca

In
una Parma deserta e assolata a cavallo del Ferragosto, si consuma la sconfitta creativa di
Marco, giovane regista cinematografico alle prese con i primi contratti e con le prime,
inevitabili, delusioni. Con lui c'e' Andrea, aspirante sceneggiatore romano, anch'egli in
preda al vuoto mentale piu' completo.
Il film per la TV al quale stanno lavorando rischia di restare soltanto un bel progetto: i
soldi del produttore non arrivano e, soprattutto, mancano le idee. Nel suo girovagare per
la citta', Marco incontra di volta in volta amici e conoscenti che lo spronano ad andare
avanti con tenacia, ma niente da fare: il conflitto tra le esigenze commerciali e le
aspirazioni poetiche si fa sempre piu' aspro, al punto da condurre il giovane sull'orlo
dell'esaurimento. Eccolo allora intrattenersi a conversare con i personaggi del film,
ascoltare le loro proteste, rincuorarli sugli sviluppi della storia, prenderne insomma a
cuore i destini. Sara' proprio una di queste "chiacchierate" a farlo finire in
ospedale per un paio di giorni. Il seguito lo lasciamo alla volenterosa visione degli
spettatori, che dovrebbero accorrere in massa nelle sale non fosse altro per rendersi
conto che fare cinema non e' affatto cosa da poco. I due Mazzieri, infatti, incappando in
una serie francamente disarmante di luoghi comuni ed ingenuita', ci ricordano quanto
delicato e complesso sia il lavoro dietro la macchina da presa o, ancor prima, in fase di
sceneggiatura. La storia narrata si fa allora metafora di un disagio reale dei due
autori-attori nel portare a termine, sin dalla stesura del copione, il proprio lavoro.
Citazioni morettiane e suggestioni pirandelliane risultano ancor piu' fuori luogo in un
contesto in cui regna (sia pur con l'attenuante del budget assai ridotto) una poverta'
artistica imbarazzante.
Claudio
Giustini