Tempi Moderni

I film del 1996


VIA DA LAS VEGAS
(LEAVING LAS VEGAS)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Mike Figgis
Sceneggiatura: Mike Figgis,
dall'omonimo romanzo di John O'Brien
Fotografia: Declan Quinn
Montaggio: John Smith
Scenografia: Waldemar Kalinowski
Costumi: Laura Goldsmith
Musica: Mike Figgis
Prodotto da: Lila Cazes e Annie Stewart
(USA, 1995)
Durata: 110'
Distribuzione cinematografica: MIKADO
Distribuzione home video: FOX/EAGLE

PERSONAGGI E INTERPRETI

Ben: Nicholas Cage
Sara: Elisabeth Shue
Yuri: Julian Sands
Peter: Richard Lewis
Marc Nussbaum: Steven Weber
Terri: Valeria Golino

vegas1.jpg (12750 bytes)Ben (Nicholas Cage), uno sceneggiatore di Hollywood alcolizzato, decide di farla finita. Da fuoco (materialmente) a tutto il suo passato e parte per Las Vegas, la città dove i bar non chiudono mai. Il suo scopo è uccidersi bevendo ma al suo arrivo nella città dell'azzardo incontra Sara (Elisabeth Shue), una prostituta angelica che attratta da lui decide di iniziare una relazione impossibile, giurando a se stessa che non chiederà mai a Ben di smettere di bere.
"Via da Las Vegas" è dunque una storia di maledetti che richiama gli scritti di bukowskiana memoria o le atmosfere alla John Fante di "Chiedi alla polvere". Una storia struggente che poteva essere un capolavoro e viene invece guastata da una messa in scena esagerata.
E' un triplo Mike Figgis quello che si propone in "Via da Las Vegas": non solo regista del film ma anche sceneggiatore e autore delle musiche. D'altronde questo regista inglese approdato in America dopo il successo in patria di "Stormy monday" ha un passato come musicista pop, avendo partecipato alle prime formazioni nientemeno che dei Roxy music.
"Via da Las Vegas" è dunque uno di quei film da definire d'"autore", una definizione che puzza un po' di artificioso poiché ci riconduce all'eterno dilemma critico su cosa sia un film d'autore e cosa un prodotto commerciale.
Tuttavia è proprio in questa accezione del termine che il film va giudicato, perché Figgis non fa mistero della sua ambizione, anzi ogni fotogramma del suo lavoro traspira di questa ambizione: fare un film personale in cui il regista è anche scrittore e musicista.
Allora ci troviamo di fronte ad un film sincero, reale, umano?
vegas2.jpg (10894 bytes)Nient'affatto. "Via da Las Vegas" infatti è un film furbo, nonostante il soggetto brutale e disperato. La messa in scena di Figgis è manieristica, infarcita di rallenti, dissolvenze, luci soffuse, inquadrature sgranate, con una musica bellissima ma così presente da divenire fastidiosamente didascalica. Insomma, il difetto maggiore di questo film è paradossalmente la messa in scena che, indugiando spettacolarmente sul dolore dei due protagonisti, sfiora il pornografico.
Rimane un bellissimo soggetto, tratto dal romanzo autobiografico di John O'Brien, anch'egli alcolizzato e morto suicida pochi giorni prima delle riprese, e due attori strepitosi come Nicholas Cage, impressionante nella sua mimesi, e la rivelazione Elisabeth Shue, fragile e forte al tempo stesso.
Può sembrare una battuta provocatoria ma la mia impressione è che Figgis potrebbe dare il meglio di sé soltanto con una major alle spalle che gli impedisca di fare l'"autore" a tutti i costi. Non è un caso che "Affari sporchi", prodotto dalla Paramount, sia a tutt'oggi il suo lavoro migliore.

Maurizio Imbriale