VESNA VA
VELOCECAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Carlo Mazzacurati
Soggetto e sceneggiatura: Umberto Contarello, Carlo Mazzacurati,
Sandro Petraglia, Claudio Piersanti, Stefano Rulli
Musica: Jan Garbarek
Prodotto da: Vittorio e Rita Cecchi Gori
(Italia, Francia 1996)
Durata: 92'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione home video: CECCHI GORI HOME VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Vesna: Teresa Zajickova
Antonio: Antonio Albanese
Silvio Orlando
Ivano Marescotti.

Una
ragazza cecoslovacca, Vesna, arriva in Italia con una gita collettiva in pullman: decide
di restare, di non risalire sul mezzo che la porterà di nuovo a casa, ad una realtà di
miseria con la quale non vuole più avere nulla a che fare.
Senza soldi, senza casa né amici, comprende ben presto quale sia l'unica via per poter
sopravvivere: la prostituzione sembra un mezzo facile per guadagnare, coi soldi può
aggirarsi nei templi del consumismo che ella vede sotto una luce edenica, acquistare
oggetti impensabili nel suo paese. Ma la realtà svela un volto impietoso: maltrattata,
picchiata, ferita, incapace di accettare l'aiuto e la via d'uscita offertale da Antonio,
un operaio gentile e premuroso innamoratosi di lei, Vesna corre incontro al suo destino di
morte con struggente ed inarrestabile determinazione.
Giunto al suo quinto lungometraggio, Carlo Mazzacurati si conferma narratore sensibile ed
attento, abile nel tratteggiare le psicologie dei personaggi e mai banale nella
rappresentazione cinematografica: "Vesna va veloce" è uno tra i pochi film
italiani delle ultime stagioni ben girato, professionalmente impeccabile, contassegnato da
un uso estremamente efficace del sonoro in presa diretta.
Quel che, semmai, fa difetto, va cercato in sede di scrittura: l'idea di base è forse
troppo esile per reggere la durata di un lungometraggio, né l'aiuta una sceneggiatura
povera di idee e priva di voli, troppo fiduciosa nel potere evocativo dell'immagine.
Eccellenti gli interpreti: Teresa Zajickova è intensa e dolente, di una verità che fora
lo schermo; non gli è da meno Antonio Albanese, perfetta incarnazione della stupefazione
adorante ch'è il cardine del suo ruolo.
Francesco
Troiano