UOMINI SENZA
DONNECAST TECNICO ARTISTICO
Regia e soggetto: Angelo Longoni
Sceneggiatura: Massimo Sgorbani, Angelo Longoni
Fotografia: Alfio Contini, Nino Celeste
Montaggio: Mauro Bonanni
Scenografia: Leonardo Conte
Costuni: Vera Cozzolino
Musica: Sergio Cammariere
Direttore di Produzione: Daniele Passani
Produzione: Vittorio Cecchi Gori
(Italia, 1996)
Durata: 95'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI
PERSONAGGI E INTERPRETI
Alex: Alessandro Gassman
Max: Gian Marco Tognazzi
Paola: Alessandra Acciai
Anna: Veronica Logan
Eleonora: Eleonora Ivone
Dante: Francesco Barilli

Tratto
da un testo teatrale, reduce da tre stagioni di successo sui palcoscenici italiani, esce
sugli schermi cinematografici, "Uomini Senza Donne" diretto da Angelo Longoni.
Mi domando se questo film riuscirà ad incassare (basterà la spinta del successo
teatrale?), o se invece non rischia la stessa fine della maggior parte dei film di casa
nostra. Certo è che se il film dovesse andare male, non sarei io a gridare
all'ingiustizia, ad inveire contro lo strapotere del cinema americano.
"Uomini Senza Donne" narra le vicende di due trentenni conviventi, Alex
(Alessandro Gassman) e Max (Gian Marco Tognazzi). I due sono molto diversi tra loro: Alex,
che fa il copy-writer in un'agenzia di pubblicità, ha un fisico atletico del quale ha una
cura estrema, quasi maniacale. E' elegante, ha una bella macchina ed ha successo con le
donne. Max invece fa il sassofonista in un gruppo di acid jazz e naturalmente è molto
trasandato: veste di scuro, beve come una spugna, va in giro con una vecchia (ma
ricercata) Citroen e pur essendo discretamente bello, sta lontano dalle donne che lo
gettano in uno stato confusionale. Quello che li accomuna e che li rende molto più simili
di quanto non appaiano è la loro totale incapacità di vivere con serenità i rapporti
con gli altri e sopratutto con le donne. Cosa che li porterà a ritrovarsi soli dopo varie
sfortunate vicende amorose.
Se
è pur vero che molti uomini e donne soffrono delle mancanze di cui soffrono i
protagonisti e che dunque il tema del film potrebbe anche essere interessante, 'Uomini
senza Donne' è del tutto privo di coraggio, infarcito com'è di luoghi comuni e di chiari
e fastidiosi ammiccamenti al pubblico.
"Uomini senza donne" è sopratutto carente nella sceneggiatura che ha una
struttura del tutto prevedibile e superficiale. Gran parte del film è costituito dai
dialoghi dei protagonisti che vanno riaffermando in continuazione gli stessi temi tanto da
stancare lo spettatore. Spesso e volentieri il regista adotta la soluzione di spezzare un
lungo dialogo in due o tre diverse ambientazioni. Questo fa pensare ad un adattamento del
testo teatrale (dove naturalmente non c'è il dècoupage) del tutto privo di fantasia.
Poco influisce sul giudizio negativo la sobria e pulita messa in scena di Longoni che
dimostra di avere le capacità estetiche per realizzare un film migliore di questo. Per
farlo tuttavia bisogna che il Nostro vada al di là di queste presunte leggi di mercato
che imporrebbero ai nostri autori di continuare a riproporci a ciascun film queste lunghe
e noiose parate di clichè. A giudicare dalle cifre ai botteghini, sembra che il pubblico
italiano voglia qualcosa di più. Forse sarebbe ora per i produttori di rischiare, di
investire anche in film che non facciano parte di questo duopolio tutto italiano: commedia
sentimentale-film di cronaca.
Sebastiano Tecchio