IL TAGLIAERBE
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(THE LAWNMOWER MAN 2: BEYOND THE CYBERSPACE)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Farhad Mann
Soggetto: Farhad Mann e Michael Miner
Sceneggiatura: Farhad Mann
Fotografia: Ward Russell
Scenografia: Ernest Roth
Effetti speciali: Cinesite e Sessums Engineering
Montaggio: Peter Berger e Joel Goodman
Colonna Sonora: Robert Folk
Produttori del film: Edward Simons e Keith Fox
Produttore associato: Masao Takiyama
(USA,1996)
Durata: 89'
Distribuzione cinematografica: LIFE
Distribuzione Home Video: BUENA VISTA
PERSONAGGI E INTERPRETI
Dr. Benjamin Trace: Patrick Bergin
Giobbe: Matt Frewer
Peter: Austin O,Brien
Dr.Cori Platt: Ely Pouget
Walker: Kevin Conway
Jennifer: Camille Cooper
Shawn: Patrick La Brecque
Travis: Sean Parhm
Jade: Crystal Celeste Grant

Il film ripropone il personaggio di Giobbe, il giardiniere mentalmente menomato
e trasformato in genio grazie alla realtà virtuale, creduto morto alla fine del
"Tagliaerbe". Ignorando molti aspetti della storia originale (alla fine del
primo film viene chiaramente mostrato il corpo di Giobbe ridotto ad una larva) la trama
prosegue stancamente, riproponendo l'ennesima lotta per la supremazia sul mondo fra i
buoni e i malvagi.
Lo scopo del contendere è in questo caso un chip per computer denominato Chiron che,
secondo le intenzioni dell'avido Walker, dovrebbe collegare in una rete virtuale tutte le
banche dati della terra al fine di ottenere il controllo totale su uomini e cose.
L'ideatore originario del progetto, il Dr. Benjamin Trace, ritiratosi in eremitaggio nel
deserto in seguito alla perdita dei diritti di sfruttamento del Chiron Chip, è l'unico
che si può opporre al delirio di onnipotenza di Walker, avendo inserito nel chip un
codice di protezione denominato "Egitto" capace di limitarne le potenzialità.
Walker ottiene però l'aiuto del redivivo Giobbe, ormai divenuto vero genio dei sistemi
virtuali, che riesce ad aggirare il problema perseguendo a sua volta un non meno delirante
sogno di supremazia totale. Il Dr. Trace, grazie ad una rozza soluzione di sceneggiatura,
verrà a conoscenza della cosa e cercherà in ogni modo di ostacolare Giobbe, in ciò
aiutato dal ragazzino Peter (era il bambino amico dell'innocuo tagliaerbe nel primo
capitolo, qui si è trasformato in una specie di senzatetto teppista) e dalla sua vecchia
fiamma, la Dottoressa Cori Platt, originariamente collaboratrice di Walker ma poi
convertita alla giusta causa.
Se
questo è il livello medio delle nuove opere nel campo del cinema fantastico, allora le
cose si mettono davvero male. Le atmosfere espresse da regista e sceneggiatori sembrano
rifarsi più alle produzioni per adolescenti della Disney che al primo (e più originale)
capitolo del film. I momenti di imbarazzo sono numerosi e le troppe approssimazioni
tecnologiche rendono il tutto ancor meno appetibile al pubblico cui l'opera è chiaramente
destinata, gli amanti sfrenati della tecnologia e dei computer.
Il regista Farhad Mann è qui alla sua seconda prova cinematografica (dopo il bene accolto
film d'esordio "Frames") con alle spalle solo esperienze televisive (era il
regista della serie "Max Headroom", tanto per rimanere in tema) e, soprattutto,
pubblicitarie. La sua dimestichezza con l'effimero glamour dell'immagine narcisistica e
iperreale fedele ai dettami televisivi sembra comunque giovare, più che nuocere, al
risultato finale del film. Una certa abilità nel manipolare i materiali a disposizione
rende infatti l'uso degli effetti speciali, molto importanti in questo genere di film,
adeguato alla situazione riuscendo a mascherare l'effettiva povertà e la mancanza di
immaginazione visiva di tutta l'impresa. Gli interpreti sono professionali al punto
giusto, Patrick Bergin (che ricordiamo in film come "A letto con il nemico" e
"Le montagne della Luna") è sicuramente un attore di cui sentiremo parlare in
maniera più enfatica, se solo registi e produttori si decideranno ad affidargli il ruolo
giusto. Menzione particolare per l'ottimo Kevin Coway, attore più dedito al teatro che al
cinema: la sua interpretazione del villain di turno, il viscido Walker, è squisitamente
intrisa di lascivia e perfidia, così incisiva da rubare con facilità la scena agli
interpreti principali. Purtroppo i seguaci di autori (letterari) del genere cyberpunk
dovranno attendere ancora un poco per vedere realizzati su grande schermo i sogni cartacei
di Gibson, Sterling e soci. Il cyberspazio, almeno al cinema, è un sogno non ancora
avveratosi.
Luigi De
Angelis