THE STUPIDSCAST
TECNICO ARTISTICO
Regia: John Landis
Sceneggiatura: Brent Forrester
Personaggi creati da: James Marshall e Harry Allard
Fotografia: Manfred Guthe
Scenografia: Phil Dagort
Montaggio: Dale Beldin
Costumi: Deborah Nadoolman
Musica: Cristopher Stone
Prodotto da: Brian Grazer
(USA, 1996)
Durata: 90'
Distribuzione cinematografica: IIF
Distribuzione home video: COLUMBIA IIF
PERSONAGGI E INTERPRETI
Stanley Stupid: Tom Arnold
Joan Stupid: Jessica Lundy
Il figlio Buster: Bug Hall
Lla figlia Petunia: Alex McKenna
Il Colonnello: Mark Metcalf
Il Tenente: Matt Keeslar
Arch.Villain Sender: Cristopher Lee
Charles Sender: Bob Keeshan

John Landis ha sempre mostrato una buona propensione per la lettura ironica dei
generi cinematografici, che poi diventa satira nei confronti dei cliché che accompagnano
i film più in voga, del chiacchiericcio mass-mediologico più futile. Come ben si capisce
già dal titolo, questa volta, Landis ha in vista tutta la "fenomenologia"
sull'idiozia molto di moda dopo il successo di "Forrest Gump".
Stanley e Jessica (Tom Arnold e Jessica Lundy) e i figli Buster (Bug Hall) e Petunia (Alex
McKenna) si dichiarano onestamente per quel che sono sin dal cognome: Stupid! E certo che
non ci sarebbe neanche tanto bisogno di essere così diretti viste le prime scene del
film. Difatti, i coniugi Stupid si svegliano coi piedi sul cuscino e soprattutto sono
abilissimi, i genitori come i figli, a costruirsi impensabili complotti ai loro danni -
orchestrati, pensate un po', nientemeno che dal signor Mittente (Cristopher Lee), l'uomo
che legge a sbafo la posta di tutti gli altri. Tutto nasce dallo sgomento che prova
Stanley ogni mattina di fronte a quello che chiama il furto della sua spazzatura. Da qui,
dando prova della dabbenaggine più clamorosa e, in qualche modo, nonostante questa,
volendo far giustizia della loro spazzatura gli Stupids salveranno due volte il mondo,
prima da un gruppo di militari, tonti quanto basta per prendere sul serio Stanley e
intenzionati a vendere sofisticatissime armi ai più terribili gruppi terroristici e poi
addirittura dai marziani.
Landis
sembra insomma ritornato alla vena comica che più lo caratterizzava ad inizio carriera
(più "Slok" (1977) che i successivi "Animal House" o "Blues
Brothers"); la demolizione dell'ordine della vita organizzata praticata dagli Stupids
ricorda un po' i F.lli Marx, un po' Buster Keaton e tutta la serie di sguardi in macchina
fa riferimento ai vecchi Laurel e Hardy. Gli Stupids di Landis vivono in un immaginario
spazzatura (la stessa che inseguono) - tipo sit-com televisiva - e per questo le
situazioni più esilaranti le creano mettendo tutto a soqquadro all'interno di un network.
Per il resto, ci si annoia anche un po': o sono troppe e troppo insistite le stupidate
tanto da snervare non solo i due animali pupazzi animati di casa Stupids (che sono gli
unici ad essere dotati di intelligenza) ma anche gli spettatori, o forse Landis è a
disagio con il gruppo di protagonisti, tutti un po' troppo sotto le righe.
Alfonso
Iuliano