Tempi Moderni

I film del 1996


STRANGE DAYS

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Kathryn Bigelow
Sceneggiatura: James Cameron
Fotografia: Mattew F. Leonetti
Scenografia: Lilly Kilvert
Montaggio: Howard Smith
Musica: Graeme Revell
Produzione: James Cameron e Steven Charles Jaffe
(USA, 1995)
Durata: 145'
Distribuzione cinematografica: 20TH CENTURY FOX
Distribuzione Home Video: FOX VIDEO

PERSONAGGI ED INTERPRETI

Lenny Nero: Ralph Fiennes
Lornette "Mace" Mason: Angela Basset
Faith Justin: Juliette Lewis
Max Peltier: Tom Sizemore
Philo Gant: Michael Wincott
Burton Steckler: Vincent D'Onofrio

stran6.jpg (10922 bytes)Los Angeles, 30 dicembre 1999. Siamo alla vigilia di fine millennio e in una caotica e violenta Los Angeles, al limite della guerra civile, fervono i preparativi per la notte di fine anno.
Lenny Nero (Ralph Fiennes) è un ex poliziotto che tira a campare spacciando lo Squid, una droga sintetica che consiste nell'applicarsi un caschetto di elettrodi sulla testa e "spararsi" un Cd rom interattivo capace di suscitare emozioni tattili, olfattive, uditive. Sono immagini realizzate da persone qualsiasi, stralci reali di vita quotidiana, ma proprio per questo così eccitanti. Va fortissimo il porno, ovviamente, e anche la violenza adrenalinica. Ma Lenny ha una sua morale, lui non spaccia la morte in diretta. In fondo è un romantico, ancora innamorato della sua adorata Faith (Juliette Lewis), una cantante rock che ora lo ha scaricato per il suo impresario, l'ambiguo Philo Gant, una volta anche manager di Jeriko One, divo del rap e attivista militante, assassinato in circostanze misteriose.
E poi c'è Iris, amica di Lenny, inseguita da due poliziotti invasati che vogliono da lei un cd, il cui contenuto è rovente. Iris chiede aiuto a Lenny ma prima di potergli spiegare che cosa sta accadendo viene stuprata e assassinata da un serial killer che filma l'omicidio in diretta e lo invia a Lenny affinché capisca cosa accadrà a lui e a Faith se si intrometteranno in questa storia. Inutile dire che Lenny farà di tutto per proteggere Faith, aiutato anche dalla splendida Mace (Angela Basset), segretamente innamorata di lui.
Questo è soltanto il prologo di "Strange Days", film noir mascherato da opera futurista e futuribile. Perché in realtà il film della Bigelow non è altro che un poliziesco alla Marlowe la cui ambientazione risulta determinante nel creare un fascino indubbiamente interessante dal punto di vista visivo, un po' meno sotto l'aspetto strutturale. La storia, infatti, è certamente deja vu, né risulta aiutata da tutta una serie di sottotrame complicate e da un'interpretazione socio-politica che non viene portata alle estreme conseguenze. Il 2000 dovrebbe rappresentare la fine del mondo, il momento in cui le tensioni razziali diventeranno insopprimibili e la violenza esploderà apocalittica. Ma, dopo ben tre finali consecutivi (è un difetto della Bigelow, l'accumulazione di temi, personaggi e situazioni che era già presente nel suo precedente film "Point break"), il lieto fine risolverà in maniera certamente inaspettata l'intricata vicenda.
stran4.jpg (14958 bytes)Aspetti positivi ce ne sono molti in questo film, primo fra tutti quello visivo. La Bigelow gira in maniera efficace e gli incubi creati dallo squid sono ricreati con maestria attraverso soggettive mozzafiato. Lo spettatore ha la sensazione di essere proiettato dentro il cervello delle persone e su questa sensazione voyeuristica la Bigelow spinge il pedale, indugiando però davvero troppo su una violenza esplicita, al limite del sadismo.
Il gran finale su una Los Angeles popolata di una moltitudine di persone s'imprimerà nella mente degli spettatori così come alcuni personaggi di questa intricata vicenda di fine millennio: primo fra tutti Ralph Fiennes, fragile e determinato al tempo stesso, ma soprattutto la splendida Angela Basset, vera donna Terminator, protettiva e sensuale.
"Strange Days" è un B movie, realizzato con mezzi tecnici di serie A: uno spettacolo barocco che può risultare per lo spettatore in alcuni momenti sublime e in altri un po' indigesto. Un film che, pur con tutte le sue contraddizioni, è anche una riflessione su questo nostro cinema di fine secolo.

Maurizio Imbriale

INTERVISTA A KATHRYN BIGELOW di Maurizio Imbriale

JAMES CAMERON intervista KATHRYN BIGELOW