SI GIRA A
MANHATTAN
(LIVING IN OBLIVION)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia, soggetto e sceneggiatura: Tom DiCillo
Fotografia: Frank Prinzi
Montaggio: Camilla Toniolo
Musiche: Jim Farmer
Scenografia: Therese Deprez
Prodotto da: Michael Griffiths, Marcus Viscidi
(Usa, 1995)
Durata: 89'
Distribuzione cinematografica: LIFE INTERNATIONAL
PERSONAGGI E INTERPRETI
Nick Reve: Steve Buscemi
Nicole: Cathenine Keener
Wanda: Danielle Von Zernick
Lupo: Dermot Mulroney
Chad Palomino: James LeGros


Si gira a Manhattan , opera seconda di Tom Di Cillo dopo il brillante esordio
di "Johnny Suede" (1992), accende i riflettori sul set di Nick Reve, dove ogni
cosa che può andare storta - in probabile ossequio alla legge di Murphy - effettivamente
va male.
Psicologicamente messo a mal partito dalle ricorrenti avversità, il regista cerca di
tener duro: ma è impresa sisifea, e le riprese subiscono interruzioni continue. Durante
la lavorazione, Nick è aiutato ed allo stesso tempo ostacolato dalla sua troupe
sgangherata, composta dal direttore della fotografia Lupo, che con il suo look di pelle
nera sembra aver tratto ispirazione più da Billy Idol che non da Sven Nykvist ;
dall'assistente alla regia Wanda, nervi d'acciaio e voce stentorea; dall'attrice
protagonista Nicole, dotata di grande talento ma devastata dalla nevrosi, accentuata da
una storia d'amore e da una forte rivalità con la star maschile Chad Palomino...
Sembra materia frusta, sfruttata dal cinema in molte occasioni, da "Effetto
notte" di Truffaut al recente "Nel bel mezzo di un gelido inverno" di
Branagh: ma va dato atto a Di Cillo di esser riuscito ad imbastire una commedia dal ritmo
forsennato, scoppiettante di gag irresistibili, ricca di trovate impregnate di perfidia
(la sequenza del sogno con il nano, ghignante sberleffo al David Lynch di "Twin
peaks"). Gli attori, tutti perfettamente a proprio agio, danno vita a
caratterizzazioni assai godibili: la nostra personale preferenza va a Catherine Keener,
capace di alternar sorrisi e lacrime con travolgente virtuosismo recitativo.
Francesco
Troiano