SHINECAST
TECNICO ARTISTICO
Soggetto e Regia: Scott Hicks
Sceneggiatura: Jan Sardi
Fotografia: Geoffrey Simpson
Musica: David Hirschfelder
Montaggio: Pip Karmel
Prodotto da: Jane Scott
(Australia, 1966)
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: LUCKY RED
PERSONAGGI E INTERPRETI
David adulto: Geoffrey Rush
David adolescente: Noah Taylor
David bambino: Alex Rafalowicz
Peter: Armin Mueller-Stahl
Gillian: Lynn Redgrave
Cecil Parkes: Sir John Gielgud
Katharine Susannah Prichard: Googie Withers
Sylvia: Sonia Todd

La
storia che si racconta in "Shine" è quella che intesse la biografia del
musicista australiano David Helfgott. Questi, dimostrò già da piccolo di essere molto
dotato per la musica. Lo era anche, o forse soprattutto, perché sottoposto dal padre a
una disciplina ferrea e musicale assieme, ma senza sospettare mai che potesse essere
troppo per un ragazzino.
Storie di frustazioni mai sopite ci fa capire più volte il film e un figlio come
rivincita, etc... Tant'è che David, pur sviluppando costantemente il suo talento per la
musica, non cresce di pari passo con i ragazzi della sua età. C'è ogni tanto qualche
piccolo indizio di una personalità un pochino disordinata, poi un crescendo di indizi. Ma
a dir la verità avevamo capito prestissimo come sarebbe finito il piccolo David. Perché
qui la narrazione procede per flash-back e nelle prime inquadrature si capisce
abbondantemente che qualcosa non gira del tutto bene nel cervello di un Helfgott di circa
quarant'anni.
"Shine" si propone soprattutto di raccontare una storia, a mezzo di una
narrazione molto ellittica - dalla crisi che coglie David al Royal College of Music di
Londra al suo lento riaffiorare a una parvenza di normalità passano circa dieci anni dei
quali il regista Scott Hicks non ci fa vedere niente. E' la storia di una condizione di
anormalità straordinaria e che proprio per le sue virtu si fa accettare - Helfgott arriva
anche a sposarsi con una astrologa, oltre a riprendere con successo la sua carriera
artistica. Lo stile di Hicks nonostante le molte ellissi è del tutto classico e fa perno
sul talento degli attori, tutti molto bravi, e qualcosa di piu Geoffrey Rush e Noah
Taylor, i due David Helfgott (se non basta c'è pure Sir John Gielguld).
"Shine" insomma non ha veri difetti né grossi pregi, e non voglio nemmeno dire
che ci lascia indifferenti. Però è un film come tanti altri, l'ultimo di una serie sugli
stessi temi - il soggetto, ad esempio, ricorda quello di "Un angelo allla mia
tavola" della Campion, quest'ultimo con ben altri esiti - , trattati con qualche
convenzionalità. Argomenti che non gli giovano pur senza essere necessariamente
compromettenti.
Alfonso
Iuliano
INTERVISTA A SCOTT HICKS
INTERVISTA A NOAH TAYLOR