Tempi Moderni

I film del 1996


SHANGHAI TRIAD

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Zhang Yimou
Sceneggiatura: Bi Feiyu,
dal romanzo "La loi du milieu" di Li Xiao
Fotografia: Lu Yue
Musica: Zhang Guantian
(Francia/Cina, 1995)
Durata: 1O9'
Distribuzione cinematografica: MIKADO
Distribuzione home video: MONDADORI

PERSONAGGI E INTERPRETI

Xiao Jinbao: Gong Li
Il Padrino: Li Baotian
Liu Shu: Li Xuejian
Song: Sun Chun
Shuisheng: Wang Xiaoxiao

shan.jpg (11727 bytes)Shangai, 193O: Shuisheng, un ragazzo di campagna quattordicenne, giunge a Shangai dietro invito dello zio Liu Shu, uomo di fiducia di Tang, il " Padrino " della Triade. Shuisheng viene messo al servizio di Xiao Jinbao, detta Bijou, la bellissima amante del capo e - grazie a lui - da dieci anni la più famosa cantante di cabaret della città.
Accanto a Xiao, Shuisheng scopre il mondo crudele e spietato delle bande che dominano la città...
Settimo lungometraggio diretto da Zhang Yimou, "Shanghai Triad" giunge nelle sale nostrane a quasi un anno di distanza dalla presentazione cannense dello scorso maggio: dove, peraltro, ebbe a ricevere giudizi non propriamente lusinghieri da parte della critica internazionale.
Si può essere d'accordo; se da un punto di vista stilistico (nella composizione delle immagini, nelle scelte cromatiche, nell'andamento tra iperrealistico ed onirico del racconto) il film segna un ritorno alle atmosfere di "Ju Dou" e "Lanterne rosse", narrativamente Zhang appare incerto e come privo d'ispirazione: ad una prima parte pimpante e colorata, fa seguito (con brusca cesura) una seconda descrittiva ed analitica in cui si tenta, senza successo, di mettere a fuoco le psicologie dei personaggi.
Ne risulta una pellicola stazionante fra eleganza e manierismo, veramente efficace in una sola sequenza: il lungo carrello in cui il ragazzo scopre il massacro dei gangster, seguendo la scia del sangue, e realizza la misura dell'orrore che lo circonda. Il resto è routine, e gli attori non migliorano la situazione: compresa Gong Li, decisamente a disagio in un ruolo che non sente e che non ama.

Francesco Troiano