Tempi Moderni

I film del 1996


SCREAMERS - URLA DALLO SPAZIO
(SCREAMERS)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Christian Duguay
Sceneggiatura: Dan O'Bannon e Miguel Tejada-Flores
Fotografia: Rodney Gibbons
Musica: Normand Corbeil
Scenografia: Perri Gorrara
Montaggio: Yves Langlois
Prodotto da: Tom Berry e Franco Battista
(USA, 1996)
Durata:107'
Distribuzione cinematografica: COLUMBIA
Distribuzione cinematografica: COLUMBIA

PERSONAGGI E INTERPRETI

Hendricksson: Peter Weller
Becker: Roy Dupuis
Jessica: Jennifer Rubin
Ace: Andy Lauer
Ross: Charles Powell
Elbarak: Ron White
David: Michael Caloz
Landowska: Liliana Komorowska
Leone: Jason Cavalier
Caporale McDonald: Leni Parker
Soldato: Sylvain Masse
Segretario Green: Bruce Boa
Tecnico: Tom Berry

scream1.jpg (12947 bytes)Siamo nell'anno 2068, sul pianeta Sirius 6B, devastato in seguito ad una guerra scoppiata per lo sfruttamento di una straordinaria forma di energia rivelatasi, purtroppo, mortale per l'uomo.
Due fazioni, l'Alleanza terrestre e i NEB (Nuovo Blocco Economico), si combattono da decenni; una vorrebbe continuare l'estrazione del minerale, l'altra li contrasta secondo le istruzioni che riceve dalla Terra. La fazione terrestre ha creato gli "screamers", micidiali robot dotati di potenti lame che attaccano e distruggono ogni forma di vita sprovvista di speciali piastrine di riconoscimento. Il colonnello dell'Alleanza Hendricksson (Peter Weller), tradito dai suoi leaders politici e ormai stanco di una guerra priva di ogni logica, accetta la richiesta del capo dei NEB di negoziare una pace separata per porre fine alla follia e tornare sulla Terra. Per farlo dovrà però recarsi al comando NEB attraversando una desolata terra di nessuno, abitata solo dai micidiali "screamers", i quali hanno sviluppato una specie di intelligenza collettiva, che li porta ad auto-costruirsi con forme sempre più simili agli umani. Le macchine si rivolteranno contro i propri creatori, senza più operare distinzioni, e gli umani cercheranno di unire le proprie forze nel disperato tentativo di annientarle.
Le riduzioni cinematografiche di testi letterari sono, spesso, poco fedeli alle fonti, e ciò anche ai fini di una maggiore adattabilità ai gusti del grande pubblico. Generi considerati "minori", come la fantascienza, sono poi frequente oggetto di un vero e proprio stravolgimento da parte di sceneggiatori e registi, complice anche una certa disattenzione critica verso tali opere. Ciò, fortunatamente, non è accaduto per l'interessante "Screamers", tratto dal racconto "Second Variety" del grande Philip K. Dick (pubblicato nel 1953 su `Space Science Fiction' e, in Italia, solo nel 1979 dalla Fanucci con il titolo "Modello Due"). scream2.jpg (12503 bytes)Piccoli cambiamenti sono stati applicati alla trama, primo fra tutti quello riguardante il motivo del contendere: nel racconto originale si parlava di una "banale" terza guerra mondiale fra americani e russi, tema che, al giorno d'oggi, risulta certamente datato e improponibile da un cineasta serio. Anche il finale è stato modificato, con l'inserimento di una surreale storia d'amore e la parziale eliminazione del pessimismo che contraddistingueva il racconto. Per il resto, dall'incipit in poi, la sceneggiatura di Dan O'Bannon ("Alien", "Total Recall", giusto per citare due titoli) e di Miguel Tejada-Flores ("Ammazzavampiri") segue fedelmente lo schema originale della storia, dimostrando come Dick, con piccole variazioni, sia stato uno scrittore in anticipo sui tempi, proponendo opere di sicura longevità ed impatto. Il limite principale del film, oltre che nel finale un po' fiacco, risiede anche nella brevità del racconto cui si ispira che, con le sue 30 pagine scarse, mal si presta ad una trasposizione cinematografica di grande respiro. Anche in questo caso regista e sceneggiatori hanno fatto un ottimo lavoro, espandendo sapientemente alcune scene senza per questo causare un calo di attenzione da parte dello spettatore. Il tema centrale del racconto (e, quindi, del film), è la minaccia di una totale auto-distruzione dovuta unicamente alla stupidità umana. Come in tutte le storie di Dick, molto forte è il tema della "diversità", qui identificata nel contrasto fra essere umano e essere meccanico. Le macchine vogliono distruggere l'uomo non per pura malvagità o perché rappresenta una minaccia alla loro esistenza ma, semplicemente, perché è "diverso". Dal momento che gli "screamers" hanno sviluppato un'intelligenza (e quindi un'umanità) pari a quella dei terrestri, è chiaro come la loro battaglia sia solo una fedele replica di quella per la quale erano state create.
scream3.jpg (14281 bytes)L'uso di effetti speciali "poveri", fra cui la sempre amata stop-motion o l'ormai abusato morphing, denota la natura di produzione a basso costo dell'intero progetto, aggiungendo un ulteriore motivo di plauso per gli ottimi risultati raggiunti. Il regista Christian Duguay ("Scanners 2-Il nuovo ordine" e "Scanners 3") sembra aver intrapreso la strada del fantastico con molta serietà, esprimendo, di film in film, uno stile sempre più interessante e personale. Molto conosciuto ed apprezzato come operatore alla steady-cam, anche in questo film Duguay utilizza la particolare macchina da presa con gusto e sobrietà, senza mai cedere all'ormai imperante moda dei virtuosismi tecnici fini a se stessi. L'atmosfera che crea è densa di tensione, claustrofobica, con momenti di puro raccapriccio che sottolineano la già evidente connessione del film al genere horror. Bravi gli attori capitanati da un Peter Weller in gran forma che, smessi i panni del metallico Robocop e distante dalle suggestioni autoriali di Antonioni, si concede numerosi exploit eroici che lo consacrano mattatore dell'intera opera, obnubilando i suoi pur bravi colleghi. Infine, per chi vedesse nel finale un plagio di "Alien" (il primo), vorremmo sottolineare che l'idea utilizzata appartiene a Philip Dick (che la pensò nel 1959) e non al bravo Ridley Scott.

Luigi De Angelis