LO
SCHERMO VELATO
(THE CELLULOID CLOSET)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Rob Epstein, Jeffrey Friedman
Soggetto e Sceneggiatura: Rob Epstein, Jeffrey Friedman, Sharon Wood
Narrazione scritta da: Armistead Maupin
Fotografia: Nancy Schreiber
Scenografia: Scott Chambliss
Musica: Carter Burwell
Montaggio: Jeffrey Friedman, Arnold Glassman
Prodotto da: Rob Epstein, Jeffrey Friedman
(Usa, 1996)
Durata: 90'
Distribuzione cinematografica: PLAYBILL
Distribuzione home video: CECCHI GORI HOME VIDEO
Lo Schermo Velato è un saggio cinematografico che
ripercorre la storia del cinema attraverso gli spezzoni di oltre cento film evidenziando i
rapporti che da un primo breve filmato della Edison del 1905 al contemporaneo
"Philadelphia" sono intercorsi tra cinema e omosessualità. Epstein e Friedman
si concentrano in special modo sul periodo classico del cinema americano (anni '30, '40 e
'50), quando qualunque rappresentazione dell'omosessualit¦ veniva regolarmente censurata
sullo schermo.
Attraverso la voce narrante di Lily Tomlin e le testimonianze di attori, registi e
sceneggiatori (molti nomi famosi, tra cui Tony Curtis, Shirley MacLaine, Whoopi Goldberg,
John Schlesinger) si cerca di strappare il velo a una sequela di immagini che potevano
essere solo vagamente allusive, ambigue circa determinate questioni sessuali. Qui, però,
e soprattutto a livello estetico, sorgono i problemi del film. L'intento degli autori,
attraverso un montaggio estremamente "guidato" delle immagini (niente a che
vedere con il nostrano "Blob"), in pi di una occasione puo' sembrare forzato, ma
soprattutto quello che risulta inaccettabile è lo svelamento continuo e pedissequo di un
presunto e un po' terroristico senso nascosto dietro ad ogni immagine. Isolati
opportunamente determinati frammenti di un film, spiegatoci perbenino il tutto, ecco che
con grande intelligenza e spiritosa malizia siamo pronti a capire di cosa parlavano John
Ireland e Montgomery Clift (nel "Fiume rosso") quando si complimentavano le
pistole. Si cerca in ogni modo di dominare ogni ambiguità, di ingabbiarla in un ben
determinato senso e si finisce per far lettera morta di tanti meravigliosi momenti di
cinema.
Alfonso
Iuliano