Tempi Moderni

I film del 1996


A RISCHIO DELLA VITA
(SUDDEN DEATH)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Peter Hyams
Sceneggiatura: Gene Quintano
Fotografia: Peter Hyams
Scenografia: William Barclay
Montaggio: Steven Kemper
Musica: John Debney
Prodotto da: Moshe Diamant, Howard Baldwin
(USA, 1996)
Durata: 110'
Distribuzione cinematografica: UIP

CAST TECNICO ARTISTICO

Darren: Jean Claude Van Damme
Joshua Foss: Powers Boothe
Vice Presidente: Raymond J. Barry
Emily: Whittni Wright
Tyler: Ross Malinger

rischio1.jpg (12196 bytes)Alla Civic Arena di Pittsburgh si svolge la settima partita della finale di Hockey dedicata alla coppa Stanley. Oltre 15.000 tifosi seguono l'evento sugli spalti, fra questi, in una lussuosa tribuna privata, il vicepresidente degli USA con alcuni ospiti di riguardo. Un gruppo di terroristi capeggiati da un disonesto agente segreto della CIA prende in ostaggio il vicepresidente, lasciando dietro di se' un'impressionante scia di cadaveri. Le loro richieste sono molto chiare: si tratta di sbloccare un conto bancario, congelato dal governo americano, di un miliardo e settecentomila dollari, trasferendolo su vari conti correnti sparsi nel mondo.
Allo scadere di ogni tempo di gioco, se non saranno rispettate le assurde condizioni poste, un nuovo ostaggio verra' ucciso e, alla fine della partita, dieci bombe sistemate in posti strategici saranno innescate provocando una vera strage. Fra gli ostaggi c'e' anche Emily, una bambina capitata lì per caso, figlia di Darren (Van Damme), un pompiere addetto alla sicurezza con qualche problema psicologico. Darren scoprira' il complotto e, rimasto completamente isolato nell'immenso edificio, dove intanto si disputa la partita come se niente fosse, cerchera' in ogni modo di salvare sua figlia ed evitare la strage. rischio2.jpg (15215 bytes)Il film di Hyams si ispira in maniera imbarazzante ad alcuni classici del moderno film d'azione: dal prologo simile a quello di "Cliffhanger", alla trama vera e propria che sembra un remake del primo "Die Hard". Con queste premesse sarebbe lecito attendersi un film scontato e invece, miracolosamente, la vicenda assume una ben delineata personalita', conquistandosi meritatamente il plauso dello spettatore. Opera senza pretese artistiche, rivolta esclusivamente agli appassionati del film d'azione che non provino fastidio per le scene di eccessiva violenza, il film potrebbe essere definito un costosissimo b-movie, se l'esperienza del regista (autore fra l'altro di "Atmosfera Zero", "Il Presidio" e "Time Cop", il precedente film di Van Damme) non elevasse il tono generale con una direzione artistica e tecnica senza pecche e ricca di personalita'.
Van Damme, attore dalle limitate capacita' recitative ma di gran presenza scenica, sembra operare scelte molto giudiziose per la sua carriera cinematografica americana, dimostrando tempismo e intelligenza (fu lui, lo ricordiamo, a volere insistentemente John Woo per "Hard target"). Il bruttissimo titolo italiano non rende giustizia all'originale "Sudden Death", che sta ad indicare una particolare fase del gioco dell'Hockey in cui chi segna per primo vince, causando la "morte improvvisa" dell'altra squadra. Le gia' citate scene di crudele violenza, infine, potrebbero causare dei malesseri agli spettatori piu' sensibili ma, personalmente, ritengo che il fumettistico contesto in cui sono inserite contribuisca a sminuirne la ferocia. Il finale, "happy" come da manuale, concede anche momenti d'improvvisa tenerezza, perdendosi purtroppo nelle ultime inquadrature a causa di approssimative realizzazioni tecniche (il blue screen appartiene alla preistoria, cari produttori, ora c'e' la computer grafica).

Luigi De Angelis