IL PRESIDENTE
UNA STORIA D'AMORE
(AN AMERICAN PRESIDENT)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Rob Reiner
Sceneggiatura: Aaron Sorkin
Fotografia: John Seale
Montaggio: Robert Leighton
Scenografia: Lilly Kilvert
Costumi: Gloria Gresham
Musica: Mark Isham
Prodotto da: Rob Reiner per Castle Rock entertainement
(USA, 1995)
Durata: 120'
Distribuzione cinematografica: UIP
Distribuzione home video: CIC VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Andrew Shepherd: Michael Douglas
Sydney Ellen Wade: Annette Bening
A. J. MacInerney: Martin Sheen
Lewis Rothschild: Michael J. Fox
Senatore Rumson: Richard Dreyfuss
Robin McCall: Anna Deavere Smith


Con grande professionalità Rob Reiner passa da un genere cinematografico
all'altro, dimostrando di essere un regista di talento. A parte "Genitori
Cercasi", i suoi film sono stati tutti dei successi di pubblico, ma anche di critica.
A partire da "This is Spinal Tap", finto documentario su una sgangherata rock
band inglese in tournée negli Stati Uniti, fino a "Misery" e a "Codice
D'Onore", le sue opere mantengono sempre e comunque uno standard qualitativo
altissimo.
"Il Presidente Americano" non smentisce questa tendenza. E dire che per la
natura della storia raccontata, Reiner poteva veramente fare un buco nell'acqua: il
Presidente degli Stati Uniti (Michael Douglas), vedovo con una figlia di 13 anni,
s'innamora di una comune cittadina, un avvocato. Il film racconta le vicissitudini della
loro storia d'amore, con tutte le difficoltà ed i conflitti che le straordinarie
circostanze impongono ai due amanti.
Chiaramente ispirato a "Mr. Smith goes to Washington" di Frank Capra, con quella
stessa innocenza e leggerezza che era così tipica dei suoi film, "Il presidente
americano" ha il pregio di raccontare una storia d'amore così fuori dall'ordinario
nel suo contesto, senza però incedere in quei toni melodrammatici e moralisti che ci si
potrebbe aspettare. Semplicemente, alla Frank Capra appunto, ci troviamo di fronte ai
conflitti che un uomo che è stato eletto Presidente deve fronteggiare nell'innamorarsi di
una donna. E dei conflitti che suscita in una donna 'normale' l'innamorarsi di un
Presidente. Con questo spunto, Reiner ci racconta la vita di questi due personaggi e ci fa
entrare, come egli stesso ha fatto per preparare il film, nella Casa Bianca, nella
quotidianità di questo grande simbolo politico americano.
Qualche malavoce ha naturalmente messo l'accento sull'aspetto politico del
film, additandolo come filo-democratico. Ed è indubbio che Reiner abbia dipinto questo
Presidente come un democratico. Ma l'ha fatto con stile, senza malizia, semplicemente
costruendo un personaggio che rappresentasse un ideale politico. D'altronde l'idea di
Reiner era anche quella di mostrare l'innaturalezza e la falsità del mondo politico
americano: una storia d'amore bella e pulita, senza secondi fini, può essere
strumentalizzata e distorta per fini biecamente politici, perché purtroppo la politica ha
più a che fare con l'immagine che con la sostanza. Straordinaria la ricostruzione che è
stata fatta degli interni della Casa Bianca. E anche tutti gli spostamenti quotidiani del
Presidente, le riunioni, gli appuntamenti sono fedeli alla realtà e possono essere
interessanti per chi fosse curioso.
Sebastiano Tecchio