POWDERCAST
TECNICO ARTISTICO
Sceneggiatura e Regia: Victor Salva
Fotografia: Jerzy Zielinsky
Musica: Jerry Goldsmith
Montaggio: Dennis M. Hill
Prodotto da: Roger Birnbaum, Daniel Grodnik
(USA, 1996)
Durata:109'
Distribuzione cinematografica: BUENA VISTA
Distribuzione home video: HOLLYWOOD PICTURES HOME VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Powder: Sean Patrick Flannery
Insegnante di scienze: Jeff Goldblum
Direttrice della scuola: Mary Steenburgen

Powder è un ragazzo albino dotato di incredibili poteri mentali. Orfano di madre,
colpita da un fulmine mentre si recava all'ospedale, e abbandonato dal padre che vedeva in
lui solo una mostruosità colpevole della morte della moglie, Powder viene allevato
amorevolmente dai nonni. Alla morte dei due anziani, il ragazzo è introdotto quasi a
forza nella vita sociale della piccola cittadina in cui si trova. Il suo aspetto
decisamente bizzarro è motivo di spregio e ilarità da parte della gente, l'unica pietà
che sembra ricevere è soltanto interesse mal camuffato. Infatti, pur non avendo mai
studiato in una scuola, Powder possiede una cultura ed una capacità di apprendimento
fuori della norma, con dei risultati ai test intellettivi che superano di gran misura
quelli dei più famosi e stimati scienziati di ogni tempo. Inoltre, la sua sensibilità
fuori dall'ordinario è frutto di particolari capacità empatiche, che gli permettono di
"sentire" le persone e di avvertirne i più nascosti sentimenti.
Questa favola per famiglie prodotta dalla Buena Vista giunge in Italia con parecchio
ritardo rispetto all'uscita americana. Tutto il film è permeato dal concetto di rispetto
per il diverso, quasi in senso barkeriano, della mostruosità come possibile fonte di
bellezza. Il regista Victor Salva non ha mai nascosto la propria omosessualità (ha anche
una triste storia di pedofilia alle spalle, con una condanna penale nel 1981 per
molestie), anche in questo film, pur non inserendo mai gratuite allusioni, è ben presente
l'animo battagliero di un "diverso", evidenziato da molte ed insistenti
inquadrature che denotano chiaramente lo spirito del suo autore.
Prescindendo da un qualsiasi giudizio morale sull'uomo, bisogna ammettere che il film è
di ottima fattura, con momenti di tale potenza evocativa ed immaginifica (in stile Tim
Burton) che colpiscono e trafiggono lo spettatore lasciandolo annichilito. Capace di
toccare le corde più profonde dell'animo umano con disinvolta leggerezza,
"Powder" sorprende per l'improvvisa ed acuta tenerezza di alcune scene, per
l'incredibile umanità dei suoi personaggi (fra cui un Lance Henricksen al suo meglio,
come non lo si vedeva da anni) priva di alcun pietismo e per la notevole performance del
suo interprete principale Sean Patrick Flannery. Purtroppo pesa sul giudizio finale
l'approssimativa realizzazione di parte dei dialoghi, a volte talmente carichi di scontata
prosopopea da sfiorare il ridicolo. In particolare Jeff Goldblum, qui in una delle sue
peggiori prove, è latore di alcune battute assolutamente fuori posto, accentuate da una
recitazione dai toni errati che rende "viscido" un personaggio che, nelle
intenzioni, sarebbe dovuto risultare "amichevole". "Powder" resta
comunque un bell'esempio di cinema intelligente e di intrattenimento, consigliabile a chi
veda in questa forma d'arte anche un valido mezzo di educazione (ma non edulcorazione)
sentimentale.
Luigi De
Angelis