POLE POLECAST
TECNICO ARTISTICO
Sceneggiatura e Regia: Massimo Martelli
Fotografia: Lorenzo Adorisio
Montaggio: Paolo Cottignola
Musica: Jimmy Villotti
Prodotto da: Vittorio e Rita Cecchi Gori
(Italia, 1996)
Durata: 89'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione Home video: CECCHI GORI
PERSONAGGI E INTERPRETI
Fabio: Fabio Fazio
Geoffrey: Geoffrey Oyer
Joe: Julliet Akinyi


E'
probabile che quando leggerete queste righe "Pole Pole" sara' gia' stato
smontato da tutti i cinema di prima visione della vostra citta'. Ma poco importa: noi ci
sentiamo di segnalarlo, anzi vogliamo urlare a gran voce che sarebbe stato piu' giusto
premiarlo con ben altra distribuzione, avendo magari il coraggio di offrirlo come
controproposta all'ondata di pellicole americane che in questo periodo sbarcano nelle
sale. Perche' se e' sacrosanto che i ragazzi sospirino di fronte alle voluttuose belta' di
Demi Moore, e' altrettanto doveroso che inizino a prendere coscienza di taluni aspetti -
troppo spesso ignorati - del mondo che li circonda. Proprio quello che cerca di fare Fabio
Fazio, qui interprete di se stesso, che si avventura in una full immersion africana come
prologo psicologico-culturale alla realizzazione di uno spot di trenta secondi in favore
degli aiuti al terzo mondo. I tic ci sono tutti: paura delle zanzare, dei serpenti e degli
scorpioni, impenetrabilita' della lingua, ignoranza assoluta delle usanze africane,
insomma, il panico.
Una volta atterrato a Mombasa Fazio capisce subito che l'impresa sara' ardua: Geoffrey, il
suo accompagnatore ufficiale, non gli e' ostile ma certo non lo adora, e per la prima
meta' del viaggio i due non faranno che punzecchiarsi a vicenda. Gia', il viaggio: Fabio,
da bravo turista bianco, va al sodo e stima sufficiente la visita a questa o a quella
citta' per farsi un'idea del continente nero. "Ma l'Africa - lo ammonira' Geoffrey -
non e' ne' qui ne' li', ma e' da qui a li'".
Inizia cosi' per il sempre piu' coinvolto Fabio un lungo percorso di iniziazione alla
scoperta di un mondo non soltanto "altro" ma anche terribilmente affascinante.
Un piccolo film cosi', per poter funzionare, aveva bisogno di ispirazione ed amore; il mai
banale dosaggio di ironia e critica sociale presenti nei dialoghi e le belle sequenze
girate per lo piu' in Kenia sono frutto della passione autentica di Massimo Martelli e di
tutti gli artisti che hanno lavorato al suo progetto. D'accordo, non lo troverete piu'
nelle sale, ma state pronti, memorizzate un "bookmark" virtuale per questo
piccolo capolavoro di buona volonta'. Chissa' che dopo averlo visto - in TV a mezzanotte o
in videocassetta- non possiate essere colpiti anche voi, come Fabio Fazio, da autentico
"mal d'Africa"?
Claudio
Giustini