POETI
DALL'INFERNO
(TOTAL ECLIPSE)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Agnieska Holland
Sceneggiatura: Christopher Hampton
Fotografia: Yourgos Arvante
Scenografia: Dan Weil
Montaggio: Isabelle Lorente
Prodotto da: Jean-Pierre Ramsay
(FRANCIA, 1995)
Durata:110'
Distribuzione cinematografica: LUCKY RED
PERSONAGGI E INTERPRETI
Arthur Rimbaud: Leonardo Di Caprio
Paul Verlaine: David Thewlis
Mathilde: Romane Bohringer
Isabelle Rimbaud: Domenique Blanc

L'attesa
biografia del poeta francese Arthur Rimbaud sottolinea, sin dal suo incipit, la
fondamentale importanza umanistica che l'opera dello scrittore riveste nella letteratura
mondiale. In realtà "Poeti dall'inferno", più che raccontare la vita di
Rimbaud, si sofferma sul suo periodo di maggior creatività, quello compreso fra i 16 e i
19 anni, caratterizzato soprattutto dall'intenso vincolo, sia spirituale che sessuale, che
legò il giovane artista a Paul Verlaine. I due artisti trovarono reciproco complemento in
una assidua e morbosa frequentazione che mise in evidenza l'animo cinico e crudele del
già maturo Verlaine nei confronti della povera moglie, incoraggiato e sostenuto dal
libertinismo dissacratorio del giovane Rimbaud, derivante da una irresistibile irriverenza
adolescenziale (in ciò simile, se vogliamo, al grande Mozart).
La loro storia ebbe un tragico epilogo, con Verlaine condannato a due anni di prigione per
sodomia, e Rimbaud isolato, per suo stesso volere, in Abissinia per 10 anni, viaggio dal
quale ritornò con un fatale tumore al ginocchio. Il film ignora completamente l'infanzia
di Rimbaud, sorvola con leggerezza sui rapporti (pur di estrema importanza) con la
famiglia ed accenna solo brevemente all'ultimo periodo della sua vita, in cui abbandonò
completamente la scrittura, forse per incarnare con la sua stessa esistenza quel concetto
di poesia tanto agognato. I personaggi sono descritti con crudo realismo, la loro spocchia
rivoluzionaria, l'immane egoismo e le spiacevoli caratteristiche di vita non cercano, né
ottengono, il consenso dello spettatore. La presunzione dell'autrice Agnieska Holland
("Il giardino Segreto", "Europa Europa") è che essi debbano essere
amati e rispettati dal pubblico esclusivamente in virtù della loro poesia, e difatti essa
nulla compie al fine di renderli più vicini, più umani, più empatici con lo spettatore.
Ciò
renderà senza dubbio interessante la loro opera ma, ahimè, non aiuta il film che, fra un
illuminante verso e qualche sagace scambio di battute, sprofonda lentamente in una
manierata rappresentazione di eccessi. Salva parzialmente il risultato Di Caprio che,
benché giovanissimo, domina la scena con grande talento e indiscutibile personalità, mal
supportato da David Thewlis nel ruolo di Verlaine, la cui recitazione sopra le righe,
tutta mossette e ammiccamenti, non rende giustizia al personaggio. Dopo l'esperienza della
visione, lo spettatore avrà conosciuto quindi due persone geniali e spesso sgradevoli nel
rapportarsi all'umanità (valga per tutte la battuta di Verlaine che, nell'intercalare di
una conversazione, dichiara "..è da giovedì scorso che non provo a dar fuoco a mia
moglie" riferendosi alle abituali sevizie cui costringe la poveretta incendiandogli i
capelli), ma nulla o poco saprà dell'uomo dietro al capolavoro, delle ragioni e delle
esperienze interiori alla base di tale creatività e di tanto spreco.
Luigi De
Angelis